Capodistria da piccola isola conquistata a città portuale conquistatrice dell'Adriatico

Eppure una volta era una piccola isola, un ponte univa quel piccolo centro al resto del continente. Passando da 500 anni di dominio veneziano e poi i francesi, dall'Impero Austroungarico, alla parentesi del Regno d'Italia e da tutte le peripezie che ne conseguiranno, dovrà aspettare il memorandum di Londra del '54 per conoscere la sua sorte definitiva, che verrà formalizzata fugacemente con Osimo nel '75, che sarà Jugoslavia prima, Repubblica di Slovenia oggi. Capodistria, in sloveno Koper, in croato Kopar, in tedesco Gafers è una città bella, viva, vitale, che si appresta a conquistare l'Adriatico con il suo porto, con il suo sistema portuale, che concorre con quello di Trieste, Venezia e Ravenna.
Una città in cerca della sua identità, non è statica non è immobile, è in movimento, una piccola accozzaglia di architetture che da un lato possono richiamarti Miami Beach, dall'altro un borgo veneziano, dall'altro una qualche periferia degradata di una città metropolitana europea, dall'altro si appresta ad rincorrere una futuristica Dubai con la torre da 111 metri di altezza che un giorno forse troverà forma, tra palme, ulivi, e tradizioni, è oggi una città portuale che non si ferma, che continua a volare e conquistare indomita l'Adriatico mare.

Marco Barone

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