Regionali 2018 FVG. Mai tanto disinteresse vi fu






Si vota per la dodicesima vota da quando esiste la Regione del FVG nata nel 1963. E si vota durante quello che sarà il ponte del primo maggio, si vota con una legge reputata antidemocratica nella misura in cui ha determinato l'esclusione a priori di tante liste che non sono riuscite o neanche ci hanno provato a raccogliere il numero minimo di firme necessarie a presentarsi, circa 5000 mila, ne servivano 500 circa solo per presentarsi invece alle politiche. Logica di un sistema che ragiona per escludere e non includere, la democrazia rappresentativa non è per tutti e non tutti possono concorrere. E' un dato di fatto evidente, incontestabile, giusto o non giusto saranno i cittadini a valutarlo.  Ed il tutto o forse questo nulla segue un periodo elettorale inizialmente turbolento, che porterà l'Italia ad essere giallo-verde, ed il FVG mettere la freccia in modo deciso e decisivo a destra. L'astensione sarà sempre in crescita, è un dato fisiologico, umano. Ma quello che si percepisce è che sia dopo le politiche che ora con le regionali mai tanto disinteresse vi fu per un processo elettorale, per una politica che ai più oggi non dice niente.

Marco Barone

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