Passa ai contenuti principali

Ogni volta che l'Egitto apre bocca su Giulio, si gonfia il fiume dell'indignazione

Altro che esondazioni del Nilo. Ogni volta che l'Egitto, e per Egitto si intende il sistema di potere che lo rappresenta, dentro e fuori i suoi confini nazionali, apre bocca su Giulio, esondano le acque di quel fiume di rabbia ed indignazione che si gonfiano giorno dopo giorno, ora dopo ora, semplicemente perchè si sta prendendo in giro la dignità di una famiglia a cui è stato strappato nel peggiore dei modi, il proprio figlio, un Paese, al quale è stato sottratto un suo cittadino che non ha saputo tutelare né prima e né durante e né dopo, dai fatti tremendi, diabolici, malefici, accaduti in quel maledetto gennaio e febbraio del 2016 nella terra delle piramidi. Siamo entrati nel terzo anno di questa vicenda. E le parole, fiumi di parole, di convenienza, di stile, di formalità, continuano a perdersi ogni volta che i rappresentanti dei due Paesi si parlano. Eppure una cosa potrebbero farla. Avere la decenza di starsene zitti. Perchè l'Egitto non è interessato a scoprire la verità ed assicurare i colpevoli alla giustizia, ma è interessato ad affermare la sua verità faziosa ed i suoi colpevoli alla sua ingiustizia e l'Italia, o meglio chi la rappresenta, non ostacola questo modo di fare, ad oggi. D'altronde cosa aspettarsi da un Paese che non è riuscito a fare luce e verità piena su vicende come quelle di Moro, sullo stragismo italiano? Un Paese che verrà giudicato dalla storia, così come l'Egitto, ma per una volta si vorrebbe che non fosse la storia, con i suoi tempi biblici, a sancire la verità, per una volta si vorrebbe viverla e conoscerla questa benedetta verità in tempi umanamente accettabili, celeri. Il tempo è fondamentale in tutto ciò, ed i strateghi del male, di quel male che ha conosciuto Giulio e che tanti ancora oggi continuano a vivere sulla propria pelle in Egitto, lo sanno bene quanto sia importate lasciar correre e scorrere la clessidra della non verità, passando da vari artefici, depistaggi, menzogne. Quale senso del pudore si può pretendere da chi violenta i diritti umani quotidianamente? Ed allora Italia ed Egitto continueranno a cullarsi in quei rapporti considerati fondamentali  sia per i due paesi sia per il Mediterraneo e il Medio Oriente, passando dai numerosi progetti economici comuni, nella cooperazione contro "l’immigrazione illegale e il terrorismo, nella collaborazione per la sicurezza e la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente, e nel campo dell’energia". Il resto, in questi rapporti bilaterali, sta diventando  solo una convenienza, una clausola di stile, che infanga la dignità di chi la verità per Giulio la pretende.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …