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La violenza negli stadi, un problema irrisolto che continua a crescere



E’ stato pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive il report del girone di andata dei campionati professionistici di calcio, stagione 2017/2018. Si evidenzia che il documento contiene il raffronto tra la stagione in corso e quella precedente, tenendo in considerazione che quella attuale annovera meno incontri di quella precedente. Ancora una volta un primato di cui essere per nulla fieri: "La serie A veste la 'maglia nera', avendo fatto registrare l’incremento più rilevante delle criticità, con un unico punto a favore costituito dalla ripresa della partecipazione di pubblico, mentre la serie B si migliora in ogni indicatore". Il tutto in un contesto in cui è stato evidenziato da altre inchieste l’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro calcio. Si assiste ad una ripresa, seppur contenuta, di condotte delinquenziali/incivili sulle vie di trasporto. Tale andamento mette in luce ancora profonde carenze assenze delle società calcistiche e delle Leghe, con eccezione in rari casi, lasciando che il nuovo modello di gestione sia «applicato» unicamente lato Forze Ordine. I dati riportati sono chiari:

Incontri con feriti: sono aumentati da 19 a 30; feriti tra i civili: sono aumenti da 13 a 23; feriti tra le Forze dell’ordine: aumentati da 21 a 24; feriti tra gli steward: aumentati da 1 a 3; persone arrestate: sono aumentate da 18 a 25; persone denunciate: sono aumentate da 343 a 431.




Certo, poi si devono registrare situazioni a dir poco surreali, dove trovi tifosi che vengono multati e sanzionati se espongono lo striscione o la bandiera in memoria di Federico Aldrovandi, mentre poco o nulla succede a chi inneggia a fascismi e razzismi, un paradosso di un sistema andato totalmente in cortocircuito o forse semplicemente perfettamente in linea con lo spirito di questi nostri tempi di cui il calcio ne è parte integrante e spesso vetrina.
 
Marco Barone 

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