L'isontino come una sorta di Risiko del lavoro, zero etica, zero questione morale


Tex Giulia Gorizia, Eaton Monfalcone, Detroit Ronchi, Cartiera Duino, giusto per citare i casi più eclatanti e noti nella zona dell'Isontino e confinante con lo stesso. Una crisi che inizia lì dove ha origine la provincia geografica di Gorizia, dove una volta sorgeva il confine con il Territorio Libero di Trieste e finiva l'Italia. Ora l'Italia include anche Trieste, territori che facevano parte della vecchia provincia di Trieste fino al '47 fanno parte di quella di Gorizia, dove si è perso il conto delle aziende in crisi, chiuse. E il problema non è solo quello della chiusura delle aziende ma anche delle condizioni di lavoro. In questo contesto qui si è pienamente in Italia, nonostante ci si perda nella  nostalgia di una Gorizia come Nizza d'Austria o Trieste la piccola Vienna d'Italia. La realtà ti dice che qui la situazione non è molto distante dalla questione meridionale in un territorio profondamente italianizzato grazie all'immigrazione giunta forzatamente in un periodo storico ben noto proprio dal Sud Italia. Ora la manovalanza arriva da Paesi Asiatici o dell'Est Europa. Ma è lì che si stanno trasferendo anche i siti produttivi. Quando si perde il lavoro si perde la dignità e la libertà, o parte di essa, perchè per campare devi lavorare, punto. E' così che funziona. E si vanno a determinare sempre condizioni al ribasso, miserabili, per quanto inaccettabili, accettate perchè non c'era altra scelta. È risarcibile in re ipsa il danno da privazione dell'attività lavorativa, quale lesione dei diritti fondamentali della persona alla dignità, alla reputazione, all'immagine, alla vita di relazione ed alle aspettative professionali, in quanto situazioni giuridiche che si realizzano proprio attraverso lo svolgimento della prestazione di lavoro. Così la Corte di Appello di Genova Sez. lavoro, 02/11/2017.
Aziende che aprono e chiudono come se si trattasse di un gioco, una sorta di Risiko. Si dovrebbero chiedere i danni a chi ha favorito l'impoverimento di un territorio oramai in enorme difficoltà come il nostro? Avendo magari anche beneficiato nel corso del tempo di incentivi pubblici. Certo, mai generalizzare, ogni situazione ha una sua causa, non sempre comune, ma è certo che la libertà d'impresa e d'iniziativa economica non significa libertà di far quello che si vuole e come si vuole a discapito della dignità delle persone e di un territorio già pesantemente compromesso.

Marco Barone

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