Passa ai contenuti principali

E se nascesse la provincia autonoma Bisiaca?

La Bisiacaria è un territorio cuscinetto tra il Friuli e la Venezia Giulia. Con una storia travagliata, con diversi domini. Nel recente passato xx provincia di Gorizia, ora UTI Carso Isonzo Adriatico, anche se non tutti i Comuni della Bisiacaria sono nell'UTI e non tutti i Comuni inclusi nell'UTI Carso Isonzo Adriatico fanno parte della Bisiacaria. Una popolazione complessiva di circa 60 mila abitanti, con un plurilinguismo storico, oltre al bisiaco, ed ovviamente l'italiano, si parla sloveno ed in alcuni casi anche il friulano. 
Un territorio piccolo, ma importante, incrocio tra Carso, Isonzo ed Adriatico, multiculturale e fortemente identitario. Un Territorio che si è ribellato alla fusione tra alcuni Comuni, ma un territorio che meriterebbe una sua tutela particolare, mantenendo ferma l'autonomia dei Comuni esistenti, in quella complessità organica che è il Friuli Venezia Giulia. Una regione frammentata in 18 UTI, abolite le province. Ultimamente è emersa con forza, da più realtà, la volontà di ritornare alle vecchie province, Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone, anche se a dirla tutta, sarebbe un non senso ripristinare situazioni identiche al passato, contestate dai più soprattutto per i pochi e reali poteri in capo a quelle realtà istituzionali nostrane. Vi è chi propone l'istituzione di una provincia autonoma del Friuli e di Trieste come area metropolitana. 
Insomma, nulla è immutabile, la geografia politica è mobile, sicuramente di più di quella fisica. Ed allora perchè, nel caso dell'abrogazione auspicata delle UTI, non proporre anche l'istituzione della provincia autonoma della Bisiacaria? 
Andrebbe ridisegnata la geografia territoriale del FVG, con una minore frammentazione del territorio rispetto alle UTI, più rappresentativa delle specificità di questo territorio, rispetto alle quattro vecchie province, con una creazione di realtà intermedie democratiche e con importanti poteri decisionali in contrapposizione a quel centralismo regionalista che ha caratterizzato un non buon uso dell'autonomia in FVG. Questa è una proposta che mi sento di lanciare e su cui riflettere.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto