Ma cara ministra vacci tu a scuola d'estate



Hanno una ossessione maledetta. Non riescono proprio a darsi pace. Quella dell'apertura della scuola d'estate è una litania che ritorna, ritorna sempre in modo diverso. Una volta con i docenti disponibili, una volta senza docenti ma con le associazioni. Trucchi, inganni, perchè lo scopo è far accettare l'apertura della scuola d'estate, l'importante è partire, poi il resto verrà inevitabilmente da solo. Ma qualcuno ha idea delle condizioni nelle quali si trovano le nostre scuole? Si schiatta di caldo, senza impianti di areazione, si lavora ancora con i finestroni aperti, quando va bene o con le porte aperte. Ma lasciateli in pace questi ragazzi. Niente compiti per l'estate, niente scuola per l'estate. Quella della professione docente è un mestiere logorante, usurante anche se non viene ancora oggi riconosciuto come tale. Vi era una canzonetta che faceva così: "Quindi a scuola vacci tu, Piove piove, Che fortuna Niente scuola per un po’." Con il caldo, torrido, che caratterizza buona parte dell'Italia è la stessa cosa, visto lo stato pietoso della maggior parte delle nostre scuole. Dunque, cara ministra, ma vacci tu a scuola d'estate, che è meglio.


Marco Barone

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