Passa ai contenuti principali

La questione dei richiedenti asilo sulle rive dell'Isonzo. Il muro contro muro non risolverà un bel nulla



Lasciamo perdere la retorica dei soliti noti di estrema destra, che ultimamente si son scoperti ambientalisti, e guarda caso la focalizzazione di questo amore per il fiume Isonzo, riscoperto come fiume sacro alla patria, è incentrata in due zone specifiche, ovvero ove vi è la presenza di alcuni richiedenti asilo tra Gradisca e Gorizia. Isonzo, fiume sacro alla patria, che durante la guerra mondiale divenne rosso per il sangue di quella vergogna che è stata la grande ed assurda carneficina umana per un nazionalismo becero e disastroso. Fiume che ha inghiottito nel corso del tempo, per diverse ragioni e cause anche alcuni richiedenti asilo, venuti qui per cercare protezione, ed hanno incontrato quella morte a cui son sfuggiti dai Paesi di provenienza. Paesi ove la guerra è una costante, una costante che logora animi, cuori, e ragione. In una società ove ci sono cinque milioni di rifugiati, e quasi tutti imprigionati in Turchia o Libano e solo qualche manciata in Europa. Una manciata di migranti che è stata utile per trasformarli in missili contro l'Europa, loro malgrado e senza averne alcuna colpa. Vi è un sentimento diffuso di intolleranza ed odio pazzesco nei confronti di queste persone. Diciamolo pure, la fortuna dell'Italia, soprattutto, è che non c'è la libera circolazione delle armi come in America, nonostante il nostro Paese sia un grande esportatore di armi. Perchè se potessero non so quanti migranti avrebbero nel nostro incivile ed intollerante Paese letteralmente fucilato. Vi è un sentimento di fastidio, lo percepisci quotidianamente nelle strade. Anche il solo respiro di un migrante reca fastidio. E' da tempo che coloro che hanno trovato riparo a Gorizia, anche perchè qui vi è la Commissione territoriale, volutamente depotenziata, in una città che non si è mai strutturata in tal senso, frequentano le rive dell'Isonzo. Bisognerebbe chiedersi il perchè. Le ragioni sono di varia natura, anche perchè hanno sempre avuto un rapporto molto particolare con il fiume. Questo, ovviamente, non significa che sull'Isonzo debbano sorgere accampamenti, o che debbano sporcarlo o svolgere attività che possano minare la tutela dell'ambiente. L'ambiente è un bene comune da tutelare.
Esistono vari modi per intervenire, a partire dal dialogo, dalla comunicazione delle regole, delle norme da rispettare.
Ma si ha la sensazione che la questione ambientale sia l'ennesimo pretesto per gettare benzina sul fuoco. Pensate che con i controlli della forestale o delle forze dell'ordine, con una sorta di gioco, che gioco non è, di guardia e ladri sull'Isonzo, si affronta in modo equilibrato e decente la questione? Che questo muro contro muro possa risolvere il problema? Sarà solo un muro di gomma inutile che comporterà uno spreco di forze e risorse. 
Non si può pretendere di blindare l'Isonzo, e neanche di militarizzarlo e di controllarlo 24 ore su 24. E le eventuali ronde, mascherate magari con passeggiate ambientali o robe similari, che qualcuno ha certamente in mente, andranno respinte con forza, perchè sintomo di una risposta reazionaria. 
Esiste la cultura, esiste l'educazione, esiste l'informazione, esiste la formazione. E' stata tentata questa via? Con quali modalità? Visto che queste persone sono conosciute,identificate, si sa dove sono ospitate, perchè non organizzare un momento informativo per tutti su tale questione? Potrebbe essere la Prefettura di Gorizia a realizzare ciò, ad esempio.
Ovviamente, se dopo essere stato informato il soggetto od informati la pluralità di soggetti in questione, e replicheranno il comportamento irrispettoso nei confronti dell'ambiente, sono il primo a dire che la via sanzionatoria andrà certamente intrapresa.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

FuoriRoma ed il caso Monfalcone sul servizio pubblico nazionale,un ceffone alla sinistra

Finalmente il caso Monfalcone è approdato sul servizio pubblico nazionale. Su Rai Tre, nel programma di Concita De Gregorio Fuori Roma . Da quando ha vinto le elezioni il Sindaco della Lega Nord, passata alla storia come il "Sindaco con le palle", diversi programmi si sono occupati del perchè della Caporetto della "sinistra" a Monfalcone, ma mancava il servizio pubblico. 47 minuti di programma, che hanno ben illustrato le motivazioni, hanno ben spiegato la situazione sociale sussistente a Monfalcone, città dei cantieri, nel senso, come è già stato detto più volte, che appartiene ai cantieri navali, alla Fincantieri. Perchè, nel bene o nel male ne ha subito le politiche a partire da quelle immigratorie e della delocalizzazione al contrario sul lavoro attingendo manodopera da certi e noti Paesi perchè le leggi del mercato lo consentono, la normativa europea ed italiana lo consentono ed i riflessi sono stati ingestibili, dove nessuno ne è uscito vincitore ma tutti sco…

Da quando Trump ha iniziato a giocare alla guerra è diventato un "bravo ragazzo" con i media prostituiti alla guerra

Nazista, dittatore, fascista, pazzo, non è l'America. Votato da milioni di Americani, anche se non dalla maggioranza. Doveva impostare una politica in stile isolazionista. Doveva mettere in discussione la Nato, obsoleta. Doveva tante cose. Ma da quando ha iniziato a prendere i primi schiaffi, uno su tutti, il blocco della controriforma sanitaria, qualcosa è mutato. Arrivano finanziamenti pesanti per l'esercito. Ed iniziano a cambiare i rapporti internazionali. La Russia è ora se non un nemico poco ci manca, la Cina, che prima era il nemico numero uno, ora è diventata alleata pro tempore. Ma la cosa che più impressiona è da un lato il silenzio di tutti i grandi democratici da quando ha iniziato a mostrare i muscoli militari, ad attuare azioni che ben avrebbe adottato la Clinton, ed infatti non è un caso il silenzio che ad oggi arriva proprio da quel gruppo politico, almeno qui in Europa. Dalla buffonata della madre di tutte le bombe, che ha ucciso comunque, alla questione cont…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …