Passa ai contenuti principali

Il gruppo navale americano per la Corea del Nord è pronto. Le preoccupazioni dei famigliari





Si è detto in queste ore che la portaerei Uss Carl Vinson insieme al gruppo di navi non era diretta verso la Corea del Nord, che ci sarebbero stati problemi di comunicazione e che in sostanza le pressioni di Trump contro la Corea erano solo un bluff. Bluff o non bluff, risponde il comandante che scrive ai famigliari del gruppo navale che guida, e le sue parole sono chiare:



CSG-1 Families and Loved Ones,
“I promised to keep you apprised of changes as soon as we knew and when we are authorized to communicate them. Our deployment has been extended 30 days to provide a persistent presence in the Waters off the Korean Peninsula.
While all of us look forward to being connected with our friends and families, our nation requires us to be its flexible force, the away team, and as we have done time and time again through history, we won’t let her down now.
Our mission is to reassure allies and our partners of our steadfast commitment to the Indo-Asia-Pacific region. We will continue to be the centerpiece of visible maritime deterrence, providing our national command authority with flexible deterrent options, all domain access, and a visible forward presence.
I cannot emphasize enough that while our Strike Group’s focus is on our mission, the safety and security of my command, your Sailors, continues to be at the forefront of my thoughts and actions. The training leading up to deployment and on deployment has prepared us to be ready to respond to the call - we are ready.
The Family Readiness Groups and Ombudsman Groups of CSG-1, CVN-70, CVW-2, CDS-1 (DDG-108 and DDG-112),CG-57, and all subordinate commands are an ever-present resource. I encourage you to reach out to them as you have questions.
Thank you for you continued sacrifice, your consummate understanding and your unwavering support.”
Rear Admiral Jim Kilby
Commander, Carrier Strike Group One

Dunque, è questione di tempo. E dal tenore della sua comunicazione emerge un certo tono di preoccupazione. Dicono che sono pronti, ma gli oltre 800 commenti giunti sul profilo facebook ufficiale  lasciano ben trapelare tutto il timore dei famigliari. Da chi spera di rivedere presto il proprio marito, da chi comunica che il figlio non avrà il genitore presente nel giorno del diploma, a chi invia preghiere perchè possano ritornare sani e salvi, a chi spera che nessuna azione debba avere luogo. La situazione è delicata, per anni hanno permesso alla Corea del nord di armarsi sino all'inverosimile. Così come è vero che se si armano solo gli americani va tutto bene, se lo fanno altri va tutto male. Comunque sia, la guerra è una brutta bestia, con cui il mondo ha sempre fatto i conti, ha sempre pagato il prezzo, ma che continua a inseguire. Dietro ogni parvenza di grido di libertà e sicurezza, vi sono solo interessi economici. Che poi la guerra distrugga famiglie e società e città, questo ai potenti della terra non frega semplicemente un bel nulla. Se solo i militari lo capissero, capissero che il destino del mondo è anche nelle loro mani, perchè loro sono il mezzo, lo strumento impiegato, manipolati, per una causa non di giustizia, ma di profitto, se solo dicessero no, visto che questa volta veramente si rischia, più di altre, una catastrofe globale di cui nessuno ne ha realmente coscienza, inimmaginabile, con buona parte dei media occidentali che tifano per la guerra, come se fosse un gioco, una cosa da playstation, un fottuto videogame.


Marco Barone  

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…