Passa ai contenuti principali

Se il tappeto lapideo del Sacrario di Redipuglia perde pezzi


Inaugurata nel 2015, con un messaggio di pace per il futuro, Piazza delle pietre d'Italia dell'area del Sacrario di Redipuglia che  vuole simboleggiare anche l'unità d'Italia, conquistata a durissimo prezzo, pagato da migliaia di migliaia di giovani, costretti a vivere una guerra tremenda, perde pezzi. Il deterioramento di diverse pietre venne già denunciato poche settimane dopo l'inaugurazione di quel piazzale. Oltre 8 mila pietre, una per ogni Comune d'Italia. Inaugurato per il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia, ma decine di pietre perdono letteralmente pezzi. Come è possibile? E' possibile. I fattori possono essere di varia natura, ma quello che induce alla riflessione è che non si è più in grado di realizzare un qualcosa, a livello di monumento oggi, bello o brutto che sia,  che possa durare a lungo termine, nonostante i costi?








Un piazzale che ai più non dice nulla, isolato, anche se paradossalmente collocato in un luogo centrale e che idealmente si congiunge con quell'opera triste e monumentale realizzata dal fascismo, con la quale ha strumentalizzato la morte di migliaia di soldati,  il Sacrario, per i soliti fini, e l'ignaro passante per capire il senso ed il significato di quel tappeto di pietre, di quel puzzle che perde pezzi, dovrà soffermarsi a leggere un pannello informativo collocato in un piccolo angolo che non cattura l'attenzione facilmente e che dunque passerà inosservato, dopo aver calpestato, senza saperlo, un monumento anche per la pace. Forse ciò è in armonia con quello che accade nel nostro mondo dove la pace viene giorno dopo giorno calpestata. 
Marco Barone
 

Commenti

Post popolari in questo blog

Attraversando Pordenone (foto)

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …