Passa ai contenuti principali

Se per il giorno del ricordo si ricorre ad una frase di Pound




Si avvicina il giorno del ricordo, un giorno che continua a dividere continuerà a dividere e non potrà che dividere stante l'animus profondamente revisionista ed antistorico che ha caratterizzato fin dal suo maldestro concepimento questo giorno. Poteva e doveva essere un qualcosa di diverso, di più rispettoso, ma così non è stato. Si preparano le tipiche iniziative, mentre in Italia si è perso il conto delle vie dedicate in modo improprio ai "martiri delle foibe" quando il fenomeno foibe non ha nulla da spartire con il concetto religioso cristiano di martirio, per non parlare della inopportuna mescolanza con la sconnessa vicenda dell'esodo che ha condotto a far tutto dell'erba il canonico fascio che alla fine dei conti non ha reso realmente giustizia e rispetto alle reali sofferenze e drammi che molti hanno vissuto in relazione alle complicate vicende del confine orientale. Così come in tale schizofrenia ultra-nazionalista, si registrano cose di una certa gravità, come articolazioni delle Istituzioni che partecipano ad iniziative dove viene conferito anche il patrocinio, ed il cui oggetto principale è l'iniquità del Trattato di Pace del '47. Da non credere. Eppure succede anche questo nel 2017 ed in Europa. Giorno del ricordo che viene strumentalizzato per fini nazionalistici, tra chi rivendica la restituzione dell'Istria, Fiume e Dalmazia, chi si appella ad una fantomatica cultura millenaria italiana, nonostante la storia fattuale dimostri che l'appartenenza all'Italia di quelle terre è stata breve ed inferiore all'età di Cristo. Il tutto in un contesto storico dove revisionismo, e nazionalismo vanno a braccetto per minare le fondamenta di quell'internazionalismo, e pacifica convivenza, che in Europa è in precario equilibrio, stante il continuo recintarsi di alcuni Paesi dell'area balcanica ed estremo Est, ma non solo. Insomma, mai come in questo contesto storico il si presta a reminiscenze ultra-nazionalistiche mai realmente assopite.

Fatta questa premessa, voglio segnalare che  il comitato 10 febbraio ha diffuso una locandina per il giorno del ricordo del 2017, richiamando questa frase "Quello che veramente ami non ti sarà strappato", che è di Ezra Pound e come è noto i "fascisti del terzo millennio" hanno una realtà che si chiama Casapound proprio perchè si ispirano al pensiero di Pound e quella frase è stata spesso richiamata nelle loro cerimonie. Per esempio a Nereto, il 1 Novembre del 2011.  E così scrivono: "I versi di Pound raccontano non soltanto l’appartenenza di un sentimento che nessuno può più negare o occultare, ma qualcosa di ben più grande, donato a tutti noi: “Quello che veramente ami non ti sarà strappato. Quello che veramente ami è la tua eredità”. La nostra."
Nella Enciclopedia online della Treccani si legge, a proposito di Pound: "L'incontro con l'opera dell'etnologo tedesco L. Frobenius assolutizza l'importanza del fattore economico nel pensiero poundiano (ABC of economics, 1933), mentre si radicalizza la complessa riflessione sull'usura, responsabile dell'antisemitismo di Pound, che si era progressivamente avvicinato al fascismo italiano (Jefferson and/or Mussolini, 1935) e dimostrava un interesse misto a diffidenza per il nazismo tedesco. Negli anni Quaranta, iniziò a pubblicare su Il Meridiano di Roma (gli articoli sono raccolti in Idee fondamentali, a cura di C. Ricciardi, 1991), e tenne alla radio italiana una serie di discorsi in lingua inglese (raccolti in "Ezra Pound speaking". Radio speeches of world war II, a cura di L. Doob, 1978). Fortemente segnati da antisemitismo, avversi alla guerra e alla politica di Roosevelt, i radiodiscorsi contengono anche il progetto di un mondo affrancato da usura e avarizia, restituito a una mitica "pax saturnia" che P. vagheggiava guardando a certe componenti rurali del fascismo. Accusato di tradimento, nel 1945 venne fatto prigioniero dalle truppe americane di liberazione e internato in un campo vicino Pisa, dove scrisse The Pisan cantos (pubbl. nel 1948). Trasferito negli USA per un processo che non avrà luogo, fu dichiarato infermo di mente e rinchiuso per 12 anni nel manicomio criminale di Saint Elizabeth (Washington)." Ora, giustamente si potrebbe dire ma chi se ne frega del comitato 10 febbraio. Giusto, se non fosse per il fatto che sono stati ricevuti in delegazione più di una volta in importanti sedi Istituzionali od il fatto che collabora spesso con la Lega nazionale a cui è stata affidata il Centro di Documentazione,  della Foiba di Basovizza,da parte del Comune di Trieste e sul punto, a tal proposito, sarebbe interessante capire con quale modalità e con quali criteri.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …