Passa ai contenuti principali

Quella proposta di legge firmata Ziberna e Riccardi: valorizzare il resiano per chi non si riconosce nella comunità slovena

I consiglieri Novelli, Riccardi, Ziberna, De Anna, Marini, Piccin, Revelant hanno depositato al Consiglio Regionale del FVG una singolare proposta di legge che dovrebbe realizzare delle modifiche alla legge regionale 16 novembre 2007, n. 26(Norme regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena). E cosa propongono? “ A fronte dell’importanza che riveste la tutela e la valorizzazione della minoranza linguistica storica del Resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale, la presente proposta di legge mira a salvaguardare il patrimonio linguistico, culturale e storico proprio di coloro che, non riconoscendosi nella comunità autoctona di nazionalità slovena, rivendicano come propria l'identità trasmessa nei secoli attraverso le espressioni linguistiche resiane, natisoniane e della Valle del Torre.” A detta dei proponenti “l’unicità di questi antichi idiomi linguistici richiede, pertanto, la creazione di un Istituto per la promozione del resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale, dotato di autonomia amministrativa, finanziaria e contabile, volto a coordinare le iniziative della Regione e delle altre amministrazioni pubbliche della Provincia di Udine in materia. La nomina del presidente dell’Istituto è di competenza della Regione. Nel quadro dell’azione regionale per la tutela e valorizzazione del resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale, allo scopo di coordinare le iniziative della Regione e delle altre Amministrazioni pubbliche della provincia di Udine, l’Amministrazione regionale promuove l’istituzione di un’apposita agenzia regionale, dotata di autonomia amministrativa, finanziaria e contabile, denominata “Istituto per la promozione del resiano e delle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale”.

Tra le varie cose si prevedono anche corsi di formazione e aggiornamento, in particolare per gli insegnanti delle scuole dell’obbligo del territorio, studi e ricerche in ambito scolastico circa la realtà storica, culturale, linguistica e delle tradizioni locali anche mediante sussidi didattici; concorsi tra gli alunni e altre attività volte alla conoscenza della storia, della cultura e della lingua e delle tradizioni locali . Ed il tutto al modico costo di 400.000 euro, cifra suddivisa in ragione di 150.000 euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2018 e di 100.000 euro per l’anno 2019.
Ora, è proprio necessaria una cosa del genere? Guardando al resiano, i resiani sono una popolazione appartenente al gruppo linguistico slavofono. Nella Enciclopedia Treccani si legge che “ il resiano è il dialetto (denominato in sloveno rezijansko) che è parlato in Val Resia, una piccola valle che si estende dalle falde del massiccio montuoso di Canin, che divide l’Italia dalla Slovenia, fino al paese friulano di Resiutta, non lontano dal grosso centro abitato di Moggio Udinese. Il resiano si è conservato meglio degli altri dialetti sloveni del Friuli. Ciò si spiega bene con le caratteristiche orografiche di questa piccola e stretta valle, circondata per tre lati da montagne impervie, con un’unica apertura sul lato occidentale, verso la pianura friulana. Per queste ragioni, il resiano non solo è entrato poco in contatto con l’area linguistica romanza, ma si è sviluppato in condizioni di sostanziale isolamento anche rispetto alla lingua slovena, conservando numerosi tratti arcaici che contraddistinguono questo dialetto all’interno dell’area linguistica slovena (e slava in generale) e che costituiscono il motivo principale dell’ininterrotto interesse di cui esso è stato oggetto tra gli slavisti ormai da circa due secoli (Benacchio 2002: 20-24).” Ora, essendo il resiano e non solo il resiano un dialetto sloveno, non basta già la normativa attuale per tutelarne l’eventuale conoscenza e tutela, come già sussistente in materia di minoranza linguistica slovena? Si ha la sensazione che lo scopo di questa proposta di legge sia quello di scorporare il dialetto resiano dal suo ceppo originario, quello sloveno, e conseguentemente indebolire anche la lingua slovena. Una banale operazione culturale e linguistica che rischia di avere effetti molto significativi.

Marco Barone 

Commenti

  1. Questa è una proposta vergognosa ,si continua l'etnocidio linguistico!

    RispondiElimina
  2. Questa è manipolazione politica!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…