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Introdurre nelle scuole la settimana della storia della resistenza italiana per la difesa dell’Europa ( petizione)

Non basta più il solo 25 aprile, festa nazionale della Liberazione ben rappresentato dalle parole dell’immenso Sandro Pertini “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”. Dopo il fatidico 8 settembre del ‘43 in Italia nulla sarà come prima. Dopo due decenni di abusi, violenze, soprusi fascisti, il popolo italiano conoscerà, grazie ad anni di elaborazione e piccole e metodiche sistematiche azioni di resistenza quotidiana, l'occasione per dare il via alla più grande forma di Resistenza che si conoscerà nell’Europa Occidentale. Uomini e donne, giovanissimi, operai, studenti, militari, disoccupati, uniti dai valori che hanno governato la Rivoluzione Francese, come libertà, uguaglianza e fratellanza, imbracceranno le armi per spazzare via quel marciume che ha inquinato l’Italia ed i luoghi occupati dall’Italia. Luoghi ove si son registrati crimini di guerra, crimini contro l’umanità, violenze e barbarie di ogni tipo, da campi di concentramento, ad uccisioni sommarie, solo per essersi opposti al fascismo, o perché non si era “puri” come voleva il fascismo o perché non rientranti nella inventata “razza italica”. Il 25 aprile è il giorno del riscatto, ma la liberazione del Paese non avverrà integralmente il 25 aprile, ma si dovrà aspettare i primi giorni di maggio per potersi dichiarare definitivamente liberi dal nazifascismo. Nel Trattato di Pace del ‘47 si è obbligata l’Italia a prendere misure per sciogliere le organizzazioni fasciste nel proprio territorio e si specificava che “ non permetterà in territorio italiano, la rinascita di simili organizzazioni, siano esse politiche, militari o militarizzate, che abbiano per oggetto di privare il popolo dei suoi diritti democratici" . Disposizione che verrà ben recepita nelle disposizioni della nostra Costituzione come ancora vigente. Per Resistenza, nel linguaggio giuridico e sociologico significa “ diritto di opporsi, anche con la violenza, a ogni attentato o minaccia recati ai diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo da parte del potere costituito: ammesso dalle dottrine politiche dei sec. 17° e 18°, non è stato recepito nelle costituzioni delle democrazie ottocentesche e contemporanee, e quindi neppure nella Costituzione della Repubblica Italiana (nel cui progetto iniziale era tuttavia previsto).” La Resistenza ha posto le basi per una società senza muri, frontiere, senza confini, nascerà l’Europa, tramite la riduzione della sovranità nazionale dei vari Stati ed il contrasto ad ogni becero nazionalismo, e vuole concorrere a realizzare una società governata dai popoli, senza più barriere. Oggi questo processo è a rischio. A rischio non solo per le cattive politiche economiche che si sono affermate in Europa, ma anche per il ritorno pieno di reticolati, limes del terzo millennio, che hanno come scopo, strumentalizzando la disperazione di chi fugge da guerre e situazioni di disagio economico e sociale, governati da sentimenti profondamente razzisti, xenofobi, la distruzione dell’Europa, il ritorno pieno della sovranità degli Stati, il ritorno dei confini, e delle frontiere, tramite l’affermazione di principi e concetti che hanno caratterizzato sia il fascismo che il nazismo. Concetti quali solidarietà, fratellanza, uguaglianza, libertà, sono a rischio. Ed è fondamentale, pertanto, introdurre nelle scuole la settimana della storia della resistenza italiana, per studiare, analizzare, comprendere in modo approfondito, il senso della nostra Resistenza, i valori che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo. Solo attraverso questo elemento di comprensione, recuperando e studiando pienamente l’anti-nazifascismo è possibile evitare il tracollo dei valori fondanti la nostra Costituzione, della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e salvaguardare il progetto storico e politico di una Europa senza confini e barriere contro i diritti umani. Questa settimana dovrebbe cadere tra il 24 aprile ed il 2 maggio di ogni anno e per la sua realizzazione è fondamentale il coinvolgimento della più grande realtà che ha raccolto il testimone della Resistenza italiana, quale l’ANPI. Per questo su change.org è possibile firmare una petizione diretta al Governo Italiano, ANPI, MIUR e Parlamento Europeo al seguente indirizzo https://www.change.org/p/governo-italiano-introdurre-nelle-scuole-la-settimana-della-storia-della-resistenza-per-difendere-l-europa

Marco Barone

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