Passa ai contenuti principali

I punti del Comune di Monfalcone su Fincantieri? Rischiano di danneggiare i lavoratori stranieri e non risolvono il problema



Le indiscrezioni pubblicate sul Piccolo di Monfalcone il 21 febbraio lasciano basiti. Mi riferisco alla questione dei 16 punti proposti dal Comune di Monfalcone sulla questione Fincantieri. E' certamente vero che la forza lavoro nel territorio straniera è al 58% bengalese e romena, così come è vero che praticamente la metà dei lavoratori che operano in Fincantieri sono in sistema di appalto, subappalto e similari con una gran forza straniera, bengalese in primo luogo, i cui primi arrivi si ricordano alla fine degli anni '90 e successivamente si è aperta la via della Romania. Ma le proposte come avanzate dal Comune di Monfalcone, che sembrano correre nella direzione del prima gli italiani, d'altronde cosa aspettarsi da un governo a trazione leghista, non risolvono un bel niente. Perchè il sistema dell'appalto e sub-appalto permane, pur se relegato ad una sorta di rete di imprese locali. Così come assurda è la proposta, come emersa sul Piccolo, che i lavoratori dovrebbero conoscere l'italiano. Ma di cosa stiamo parlando? Fincantieri è una multinazionale. Questo a qualcuno forse è sfuggito. Al 31 dicembre 2015 il Capitale sociale della Società, è pari a euro 862.980.725,70 ed era detenuto per il 71,6% dalla Fintecna S.p.A.; la parte restante era distribuita tra altri azionisti privati nessuno dei quali in quota rilevante superiore o uguale al 2%.Il Capitale sociale di Fintecna S.p.A. è detenuto al 100% da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (di seguito anche “CDP”) che a sua volta è detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’80,1% del suo Capitale sociale. Il problema allora va, eventualmente, affrontato a Roma e la soluzione non è ridurre gli appalti "stranieri" o questioni similari, spalancando le porte alle realtà nostrane, e poi è tutto da capire se la manovalanza sarà italiana o meno. La soluzione si chiama internalizzazione. Punto. Insomma, si tratta di proposte che non possono trovare alcun favore, certo magari l'osservatorio permanente potrà essere utile, ma il succo della proposta complessivamente è amaro ed indigesto. La questione da affrontare riguarda le condizioni di lavoro, dei diritti dei lavoratori. E questi diritti e queste condizioni si ribaltano o cambiano con la consapevolezza, con la conoscenza, con l'integrazione, con la solidarietà, con la lotta, e non con processi di "ghettizzazione" come accaduti sino ad oggi, o divisione. Il problema non è il lavoratore straniero,che proviene da luoghi disastrati socialmente ed economicamente e che in Italia, per quanto magari precarie possano essere le sue condizioni di lavoro, sono un lusso rispetto all'area di origine. Il problema è il contesto ed in questo contesto vi è un colosso che è una multinazionale, che ragiona da multinazionale, che opera per il profitto, all'interno del mercato capitalistico. Nulla di straordinario e tutto ciò non potrà certamente essere risolto con palliativi destri inaccettabili e da rispedire al mittente.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Ma se in Friuli Venezia Giulia si votasse per diventare Stato indipendente,cosa vincerebbe?

Se c'è una regione dove l'Italia ed il sentirsi italiano ha veramente preso poco, questa è certamente il Friuli Venezia Giulia. Non è l'unica in Italia, basta pensare alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, alla Sicilia, al Veneto, ma se si facesse qualche analisi più approfondita forse la maggior parte delle regioni italiane si sentono poco italiane. Il Friuli Venezia Giulia ha conseguito il suo stato di autonomia grazie al plurilinguismo, dal friulano, allo sloveno, al tedesco, e poi vi sono diversi dialetti, dal bisiaco, al triestino ecc. Una terra che nel corso della sua storia ha conosciuto diversi domini, diverse appartenenze, alcune profonde come quella con la Repubblica Veneta, o l'Impero Austroungarico, altre di passaggio e da un secolo oramai vi è l'Italia. Che si è presentata nei peggiori dei modi fin dall'origine, perchè il nome dell'Italia è coinciso con la fascistizzazione di questa area, con tutte le brutalità che ne sono conseguite, e sarà s…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Attraversando Pordenone (foto)