Passa ai contenuti principali

I lavori del polo intermodale di Ronchi

Poco più di 16 milioni di euro, ed alla fine i lavori son partiti. Dopo la realizzazione della rotatoria, e dopo un restyling dell'interno dell'Aeroporto, ed il cambio del nome in chiave più internazionale, ora tocca allo spazio collocato proprio innanzi all'unico scalo del FVG. Lì dove poteva sorgere un bel parco urbano, qualche orto comunale, nel mentre la zona industriale è sempre meno industriale, si è deciso di costruire quella che sarà la terza stazione di Ronchi, la quarta nel raggio di pochi minuti, funzionale alla medio velocità, perchè l'alta velocità qui non si può e deve realizzare, per diverse ragioni ben argomentate in passato. Ci saranno però i soliti studi, le solite consulenze, il solito spendere soldi, e soprattutto sorgerà una struttura di cui proprio non si comprende l'essenzialità, la necessità, ma oramai il dado è tratto ed amen.
Son tanti i curiosi che si soffermano ad osservare l'avanzamento dei lavori, terra, ruspe, presto cemento. Quello che ci si augura è che quando il pacchetto sarà ultimato è che il nostro scalo non verrà venduto o svenduto, vista l'ingente quantità di soldi pubblici investiti e spesi. Segue qualche fotina sullo stato attuale dell'avanzamento dei lavori, come si può vedere si procede in modo abbastanza spedito, anche perchè l'opera dovrebbe essere consegnata, per quello che si è compreso, nel 2018.  Non ci resta, visto il quadro generale come sussistente, che osservare e monitorare.

Marco Barone 



Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…