Passa ai contenuti principali

A Trieste si rinnova l'appello per realizzare il "binario 21"come memoriale nazionale

Era il 2015 e si formulava una proposta chiara 

Maturi lo sono i tempi per condurre anche a Trieste la positiva esperienza di Milano quale quella relativa al binario 21 collocato sotto la stazione Centrale. Il Binario 21 è il luogo da cui ebbe inizio l’orrore della Shoah in quella città.Sarebbe importante che anche Trieste possa avere il suo “binario 21”, un suo memoriale, attraverso un binario anche “virtuale” che possa unire i viaggi dai binari commerciali dall'ex Silos con quelli dalla Stazione centrale per la conservazione perenne della memoria per favorire la realizzazione di uno spazio per la convivenza civile, come accade in modo efficace a Milano con il Memoriale della Shoah

Al 4° Convegno "Convivere con Auschwitz" , come evidenzia Gianni Peteani, è emersa la necessità di promuovere a Trieste la realizzazione del “Memoriale Nazionale di Auschwitz e della Deportazione” - Luogo della Memoria nel Silos. Il contesto storico e politico attuale potrebbe non apparire favorevole, ma le condizioni favorevoli non ci saranno mai, queste vanno determinate con la consapevolezza con la voglia di ricordare per non ripetere, ripetere drammi, tragedie e situazioni nefaste che hanno caratterizzato tutto il secolo appena trascorso. Nella società di oggi, ritornano muri, reticolati, nazionalismi, razzismi, xenofobie esasperate da soluzioni tanto semplici quanto disumane. Il nemico viene individuato nel diverso, nel più povero, nello straniero. Concetti che non dovrebbero più esistere, ma che esistono e persistono in una Europa che, pur con le sue infinite problematicità, come contenitore ideale di popoli senza confini e frontiere va difesa, anche se radicalmente ribaltata nel suo funzionamento economico e politico. Il Vecchio continente è in pericolo, in pericolo costante sono i valori di libertà, fratellanza ed uguaglianza che devono essere difesi più di ogni altrove luogo nelle zone di confine. E Trieste ha vissuto storie disumane incredibili, ma anche senso di riscatto importante. Ed il binario 21 in una città come Trieste ha un suo senso enorme. Presso la stazione di Trieste vi è collegata una targa che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti, dal settembre 1943 al febbraio 1945. In mente vengono soprattutto le vili deportazioni che hanno riguardato gli ebrei, a partire da quel maledetto 7 dicembre del 1943, giorno in cui ebbe inizio il primo viaggio della morte dalla città destinato ad Auschwitz. 159 furono le persone che salirono su carri bestiami, solo 9 fecero ritorno alla fine della guerra. Anche tanti deportati politici, partirono dai binari commerciali dell'area dell'Ex Silos,"per non essere visti". E la visibilità nella fisicità è fondamentale, vedere per capire, anche un solo secondo di pausa e riflessione vale un piccolo investimento per la memoria e la storia che a Trieste deve essere realizzato. Saprà, soprattutto la Regione oltre che la città di Trieste raccogliere questa importante sfida? Perchè Trieste e Milano sono unite più che mai anche dalla storia che passa attraverso i binari .
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…