Passa ai contenuti principali

La circolare sull'immigrazione si è già fermata, giustamente, sul CIE


Carta e penna, o forse tastiera e computer e stampante, e la Presidente del FVG scrive al nuovo ministro dell'Interno, rilevando che chi non si adegua non ha diritto ad alcuna forma di accoglienza e ragionando sui ricollocamenti forzati. Il ministro risponde con una presunta circolare a tutto campo e la nostra Presidente riscontra: "Piena sintonia tra quanto segnalato al Ministro Minniti dalla Regione Friuli Venezia Giulia e i provvedimenti annunciati dal Governo. Per essere accolti in Italia è necessario rispettare la legge e le nostre regole di comportamento". Probabilmente sarà sfuggita la questione del CIE altrimenti non si comprenderebbe il no dato dalla Serracchiani a Minniti su tale questione, dunque non vi è più piena sintonia? Sintonia o non sintonia a parte, alcune cose devono essere dette. Come prima cosa una circolare non può innovare le norme, è atto amministrativo che ha come destinatari i dipendenti della PA e nel rispetto delle regole minime dello stato di diritto per fare gran parte di quelle che cose che sarebbero contenute nella circolare, è necessario ricorrere a fonti legislative primarie o secondarie ma non alle circolari. Dunque, si tratterebbe di intenti politici, di indirizzi politici, niente di più. Indirizzi politici che hanno soddisfatto buona parte del solito popolino e legittimate da "sinistra" governativa, che ancora una volta si vede costretta a rincorrere la destra, quando poi, come la storia ha dimostrato, quando il popolo viene chiamato alle urne preferirà l'originale alla brutta copia sbiadita. In Italia le percentuali di domande di richiesta d'asilo sono basse, ad esempio nei primi 10 mesi del 2016 sono state 97.508 le richieste d’asilo presentate nel nostro paese, e ben 47.456 le domande che hanno ricevuto un netto diniego. Dunque la maggior parte dei migranti non sono richiedenti asilo o non hanno diritto all'asilo. E cosa dobbiamo fare con costoro? Spedirli dentro un pacco postale verso la miseria più totale se non il rischio di farli crepare letteralmente di fame? E' questo che vogliamo? E' questo che vogliono coloro che dicono sì solo a chi ha avuto il diritto d'asilo? Cioè una quota minima? Se continuiamo a comportarci in questo modo verso gli ultimi della classe sociale, non si potrà mai e ripeto mai pretendere alcun miglioramento delle condizioni di vita degli "autoctoni", anzi, la situazione per costoro peggiorerà. Proporre i CIE è una cosa che non vuole nessuno, salvo qualche destro nostalgico.
Ognuno ha i suoi motivi. Quello che è certo è che in Italia non vi è stata alcuna emergenza immigrazione, ma grande incapacità di gestione, che, vuoi per stupidaggine politica, o masochismo politico, ha portato alla concentrazione in dati e piccoli luoghi di fenomeni che hanno reso il tutto semplicemente ingestibile. Questo è il vero problema che ancora non viene affrontato a dovere, eppure la politica concreta e non idilliaca dell'accoglienza diffusa sarebbe la risposta ideale. Anche se pare di capire che il "problema", oramai, non sono più i richiedenti asilo, quota minoritaria, ma tutto il resto, un resto più complesso, organico ed ancor più difficile da gestire in un Paese che continua ad essere sempre di più una pentola a pressione bollente.
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…