Passa ai contenuti principali

In Italia non esiste alcuna emergenza immigrazione, ma enorme incapacità di gestione, basta con le bufale

E' notizia di queste ultime ore che la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha confermato in via definitiva la condanna dell’Italia per trattenimento arbitrario a Lampedusa e sulle navi ormeggiate nel porto di Palermo.Tra la violazione più grave si segnala la detenzione illegale a cui sono stati soggetti alcuni migranti. Pur riferendosi a fatti oramai superati da altri eventi, anche tragici, nulla è mutato in materia di violazioni sistematiche che continuano a registrarsi in Italia. Paese ove si continua a presentare una situazione emergenziale quando in realtà l'unica cosa certa che si è verificata è stata una mera incapacità gestionale ed una concentrazione in determinati luoghi di migranti, per far esplodere la grande bufala mediatica dell'emergenza immigrazione che ha spalancato le vie al populismo dell'invasione. Con un Governo che ha minacciato di sbattere i pugni in materia di immigrazione, od altre forze politiche che hanno detto che coloro che non hanno il diritto d'asilo devono essere respinti. 
Pensare che il problema dell'immigrazione sia solo dovuto alla guerra, significa legittimare respingimenti della maggioranza dei migranti, che non sono profughi di guerra. La questione è globale, economica e sociale e non solo dovuta alla guerra. Ma in un Paese disastrato come il nostro per ovvi motivi è facile immaginare che prevarrà il prima e solo gli italiani che poi non so se accetteranno di svolgere lavori poco attrattivi, come raccogliere pomodori nelle campagne, o fare da badanti e così via dicendo. Il problema è la globalizzazione che ha strumentalizzato a proprio compiacimento l'immigrazione per facilitare situazioni di sfruttamento nei luoghi di lavoro, dal caporalato, allo schiavismo. Guardiamo alcuni dati. In Italia nel 2015 il 75% dei migranti giunti nel Paese non hanno avuto nessuna protezione,dunque sono "irregolari" lasciati allo sbando più totale, e dubito che sono stati "respinti" nei Paesi di origine, come vorrebbero in diversi. Dove sono finiti? In che condizioni vivono? E nel 2016 dubito che i dati siano diversi. Anzi, come è noto con 168.542 migranti sbarcati sulle coste italiane dal primo gennaio, il 2016 si è registrato solo il 17,28% di arrivi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e il 4,41% rispetto allo stesso periodo di due anni fa. Attualmente i migranti accolti, diciamo così, sono 175.339 nei primi 10 mesi del 2016 sono state 97.508 le richieste d’asilo presentate nel nostro paese, e ben 47.456 le domande che hanno ricevuto un netto diniego. Dunque la maggior parte dei migranti non sono richiedenti asilo o non hanno diritto all'asilo. E cosa dobbiamo fare con costoro? Spedirli dentro un pacco postale verso la miseria più totale se non il rischio di farli crepare letteralmente di fame? E' questo che vogliamo? E' questo che vogliono coloro che dicono sì solo a chi ha avuto il diritto d'asilo? Cioè una quota minima? Se continuiamo a comportarci in questo modo verso gli ultimi della classe sociale, non si potrà mai e ripeto mai pretendere alcun miglioramento delle condizioni di vita degli "autoctoni", anzi, la situazione per costoro peggiorerà. E questo non è un banale buonismo, concetto che respingo al mittente "italianissimo", questa è la realtà che non si vuole vedere forse perchè siamo ancora profondamente un Paese condizionato dal razzismo, che non è mai stato superato.

Marco Barone 

Commenti

  1. Nel mio paesetto siamo al 50%. Per capirci: la metà siamo noi e l'altra metà gli immigrati.
    Basterà questo per poter chiamare tutta la situazione come un piccolo,piccolissimo problema ?

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

Quel razzismo verso gli slavi mai sparito, saranno le nuove generazioni a demolirlo

Agli italiani piace andare in Croazia a farsi le vacanze. E non è difficile sentir dire questo una volta era "nostro" pensando magari a Lussino, a Pola, a Fiume. O attraversando la costa slovena. Era nostro. Un nostro che si è rivelato un mostro, un mostro che ha partorito e determinato violenze inaudite, impunite. Crimini come quelli compiuti dai nazisti che hanno avuto in diversi casi giusti processi, in Italia mai considerati come crimini, ma presunti, e mai processati. Anzi, sono stati riabilitati i "presunti criminali". In Italia si è verificata l'epurazione al contrario. Sono stati i partigiani ad essere stati espulsi ad esempio dalle forze di polizia, ad essere processati ed incarcerati non i fascisti, almeno quelli che contavano che hanno continuato ad occupare posti chiave nell'Italia repubblicana il cui unisco scopo era colpire il comunismo e per colpire il comunismo il passato divenne un frullato indigesto gettato nel cesso dell'ingiustizia.…

A Pordenone il 14 ottobre manifestazione regionale antifascista

L'ultima grande manifestazione antifascista regionale che si è svolta in Friuli Venezia Giulia è stata in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia. A causa delle celebrazioni dei casapoundisti che avevano puntato su Gorizia per una iniziativa nazionale rivelatasi poi un flop visti i numeri, e vista l'imponente risposta del movimento antifascista del FVG.  Nel corso del tempo il neofascismo e l'estremismo nazionalista, "identitario" ed il razzismo sono dilagati ovunque anche in Friuli Venezia Giulia. Non a livello allarmante, certo, però è innegabile che la situazione sociale e politica favorisce l'affermazione delle peggiori nefandezze delle peggiori "soluzioni" politiche. La banalità del male è questa. Ed anche il FVG non è immune da tutto ciò. Anzi, come la storia ha insegnato è sempre nei luoghi di confine, nelle estremità che si realizzano prima che altrove certi e dati fenomeni "identitari" e razzisti. Il F…