Passa ai contenuti principali

A Trieste il 23 dicembre si protesta contro il regolamento "urbano" più idiota della storia della città


Leggendo la bozza del regolamento di polizia urbana di Trieste, che è già stato commentato a dovere dalla stampa, ed indignato la città, vi è veramente di tutto e di più, e si colpiscono anche tradizioni tipiche della triestinità, come esporre il lenzuolo in caso di matrimonio, con le note frasi satiriche che ben tracciano l'umorismo triestino. Ma qui da ridere vi è ben poco, perchè rischi sanzioni salate. Da dove partire? Visto che siamo in periodo natalizio, partiamo dalle luminarie. Omettere di rimuovere i festoni, le luminarie ed altri addobbi natalizi entro il 15 febbraio dell'anno successivo, rischi fino a 600 euro. Agganciare i velocipedi ai pali di sostegno ecc fino a 300 euro di multa; bagnarsi nelle fontane rischi fino a 1500 euro, legarsi o incatenarsi ai monumenti fino a 1.500 euro, collocare un lenzuolo dove riportare un messaggio, rischi fino a 150 euro, se bestemmi rischi fino a 450 euro, stazionare seduti, sdraiarsi a terra o bivaccare nelle strade ecc rischi fino a 900 euro di multa, se in pubblico mostri la tua nudità, le piaghe, ferite contrarie al "pubblico decoro"o all'igiene o che possono recare molestia o disagio alle persone rischi fino a 900 euro, dunque state attenti a non farvi male per strada, l'immancabile divieto di accattonaggio e di fare l'elemosina, rischi fino a 900 euro, se hai il volume della TV alto rischi fino a 600 euro. Il 23 dicembre a Trieste ci sarà una colorata manifestazione con la quale si vorrà evidenziare semplicemente e banalmente la grande idiozia di questa proposta regolamentare.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …