Passa ai contenuti principali

La scuola pubblica voterà no al referendum costituzionale,anche per sanzionare la "buonascuola"



Lo sciopero di maggio 2015 è stato epocale. Poco più del 72% del personale della scuola ha scioperato contro la peggiore Legge in materia d'Istruzione mai scritta, e soprattutto scritta contro la volontà della maggioranza assoluta della comunità scolastica. Purtroppo, sappiamo come è andata a finire. Son finiti i tempi dove la democrazia contava qualcosa, dove la volontà del popolo aveva un peso. Son finiti i tempi dove la legge sul divorzio è stata possibile con un governo mica comunista. Perché in quel tempo il popolo aveva un peso, contava. Poi con il susseguirsi delle leggi e leggine elettorali la democrazia è stata ridotta ad un misero spettacolo. Sono i poteri economici, finanziari che governano con le loro marionette od espressione del potere considerato. Una legge disastrosa quella della "buona scuola". Che ha trasformato le scuole in vere e proprie caserme, strada spianata dai precedenti governi, ma ora il dado è tratto. Il diritto di critica è ai minimi termini, perchè se stai sulle palle al sistema questo può oltre che sanzionarti in modo pesante, e valutari in modo negativo, sballottarti da una parte all'altra d'Italia. Pensa ai cazzi toi si direbbe in calabrese. Già. Però ci sono momenti in cui la vendetta può essere esercitata. E quale migliore occasione del 4 dicembre? Due piccioni con una fava, anche se poi in pochi conoscono l'origine del due piccioni con una fava, ma poco importa. Un no per contrastare una riforma decisionista, che centralizza tutto nelle mani di pochi, in un sistema fortemente e complessivamente antidemocratico, dove sarà più facile dichiarare lo stato di guerra, dove sparisce ogni rappresentanza slovena dal Parlamento, certo cosa che interessa a pochi, ma emblematica del tutto, dove entro 70 giorni il governo "costringerà" il parlamento a far approvare quello che minchia decide,  alla faccia della separazione tra potere legislativo ed esecutivo, dove sparisce il CNEL, che oggi non funziona bene, è vero, così come è vero che i costi attuali riguardano dipendenti e la Villa che lo ospita ( costi che ci saranno  anche dopo la sua abolizione eventuale) anziché demolirlo andrebbe riformulato, perchè serve un minimo organo intermedio tra le varie parti sociali nel mondo del lavoro, dove lo Stato supererà ogni resistenza democratica territoriale per le grandi opere reputate strategiche a livello nazionale, TAV docet ecc ecc ecc.  Ed un no per mandare a casa uno dei governi più antipatici d'Italia. Sono poco più di un milione i dipendenti nella scuola, se poi ci mettiamo famigliari e non solo, può venir fuori un bel pacchetto di voti per fare un bel pacco di regalo al governo che più sinistro non si può, forse.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto