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Se tutto nasce da un perchè. Ancora sul caso "dei legionari" di Ronchi

A volte porsi un perchè, rischia di essere destabilizzante. Perché, appunto, si mettono in discussione miti, dogmi, questioni date per assodate, quando assodate non lo sono mai state. Ed una responsabilità in tal senso è dovuta anche alla scuola, al modo in cui si studiano in via acritica eventi della storia. E da un banale perchè nasce la questione "dei legionari" di Ronchi. Molti possono pensare che dei legionari sia così per ricordare i legionari romani. Sbagliato. Certo, a Ronchi dei legionari, Ronke in sloveno, perchè dei legionari non è stato assimilato, vi è ciò che resta di una villa romana. Si parla dei resti di un ponte. Ma dei legionari è la prima romanizzazione nella toponomastica avvenuta in Italia sotto il fascismo. A cui poi si aggiungerà il processo di italianizzazione forzata che porterà a creare un santo che non esiste, San Dorligo, un re che re non è, Redipuglia, perchè gli slavi venivano considerati come barbari, inferiori.  E D'Annunzio, il duce mancato, ha fatto scuola in tal senso. Così definiva il Croato: "il croato lurido,(...) una scimmia in furia,(...) quell’accozzaglia di Schiavi meridionali che sotto la maschera della giovine libertà e sotto un nome bastardo mal nasconde il vecchio ceffo odioso". Proporre l'eliminazione dei legionari, ha sollevato ira funeste, e guarda caso le critiche arrivano sempre da una sola parte politica. Il Corriere della Sera si pronunciò così: "La bislacca iniziativa va semmai considerata come un esempio di come non si debba guardare alla storia" il Giornale affermò che "si sono lanciati nella missione di stravolgere la storia"  od ancora che "E come a Bologna persiste via Stalingrado che nemmeno a Mosca si sognerebbero di riportare in vita, a  Ronchi cercano di cancellare la storia degli anni del Ventennio per dare lode alla Resistenza". In realtà noi non vogliamo cancellare la storia, ma rimettere le cose al posto giusto. Non si tratta di una operazione degna dell'enciclopedia sovietica, come qualcuno ha voluto fare intendere. E sorvolo i commenti dei soliti "utili idioti" di turno. Chi non conosce Ronchi, non può capire il senso di distacco che vi è verso dei legionari. A Ronchi è stato arrestato Guglielmo Oberdan(k), reputato non solo come un terrorista ma anche come un traditore. E la lapide che ne ricorda l'evento è praticamente ignorata e trascurata, contrariamente da quanto avviene in altre località come Trieste, ove il mito dell'Italia è figlio di una propaganda forzata ed imponente. Perché qui da secoli regnava l'Impero Austro-Ungarico. In tante case dei cittadini di Ronchi vi è ancora la foto di " Beppe" come veniva chiamato Francesco Giuseppe a cui è stata anche dedicata una Piazza, e si tratta forse di un mero unicum in Italia. Questo non significa che si debbano dimenticare le sue responsabilità in ordine ai fatti della grande guerra. L’impero austro-ungarico ha cercato di realizzare una mera pulizia etnica contro i serbi. Quasi 750 mila serbi, ovvero un serbo su sei ovvero quasi il 22% della popolazione verrà spazzato via, la percentuale più alta tra tutti i Paesi coinvolti dalla prima guerra mondiale. Ronchi ha subito il fascismo, con l'imposizione di dei legionari. L’impresa di Fiume, avvenuta con una marcia eversiva e militare, partita casualmente da Ronchi, e che non vide nessun cittadino di Ronchi essere partecipe e coinvolto, per sanare la fantomatica "vittoria mutilata" è stata una pagliacciata narcisistica, disse Pasolini.  E' stata l'anticipazione della marcia su Roma, a partire dal simbolismo, la Carta del Carnaro era fondata sul corporativismo, che sarà il cuore e l'essenza del fascismo. Nel marzo del 1924 si perfezionerà l'annessione di Fiume all'Italia, 17 maggio del 1924 il Consiglio Comunale a maggioranza fascista di Ronchi si riunisce in seduta straordinaria e delibera di nominare Benito Mussolini «cittadino onorario di Ronchi di Legionari». Il 2 novembre del 1925, con il Regio Decreto firmato da Rocco e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 283 del 5 dicembre, il governo ufficializzò il nome Ronchi dei Legionari ultimando la procedura come avviata un paio di anni prima. Ronchi ha dato un contributo enorme alla Resistenza, è medaglia d'argento, è nata qui la Brigata Proletaria, la prima formazione partigiana armata d'Italia subito dopo il fatidico 8 settembre del '43. Ronchi anche quando si chiamava di Monfalcone nei suoi atti ufficiali veniva sempre citata come Ronchi, ha rifiutato l'edificazione del monumento a D'Annunzio sul proprio territorio comunale. E come scrisse Wu Ming "Chi, tornato da Fiume, fu antifascista negli anni Venti lo fu non grazie a, ma nonostante le cazzate e le porcherie e il razzismo su cui si era basata quell’impresa. E se un ex-legionario, un quarto di secolo dopo, diventa partigiano e viene ucciso, non cade da legionario: cade da partigiano, e come tale lo onoriamo, non per aver preso parte all’occupazione militare di una città del Quarnero al fine di prevaricarne la popolazione slava. Una persona è sempre tante persone, man mano che si svolge la sua vita e cambia il contesto e le scelte che è necessario – e degno – fare." Infine è da evidenziare che di Ronchi a livello nazionale molti non sapevano neanche l'esistenza ed è anche grazie al putiferio che ne è conseguito che ora Ronchi è più conosciuta.
Marco Barone @ilKontrastivo
Questo post nasce come considerazione maturata durante l'intervista con Radiocapodistria nella trasmissione i Divergenti  ( dal minuto 31 al minuto 43) sul Caso di Ronchi " dei legionari"

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Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


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