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Gusti di frontiera: dal solito "volontariato" al mancato coinvolgimento dei richiedenti asilo

Più che gusti di frontiera, lasciando intendere un mondo senza frontiere, la nota sagra che si svolgerà a Gorizia, andrebbe chiamata come gusti con frontiere. Ancora una volta si ricorre al sistema del volontariato, le motivazioni reali sono quelle finalizzate a risparmiare.
Ovviamente il volontario che parteciperà a questa iniziativa, il cui numero si aggira su circa 40 persone, cosa ci guadagnerà? Una sorta di attestato che  probabilmente farà curriculum( per cosa non è dato sapere), un buono pasto per turno del valore di € 10,00 ed i turni potranno essere i seguenti: turno antimeridiano (ore 09.30 – 16.30) turno pomeridiano ( ore 15.30- 22.30). La cosa interessante è che "ai fini di offrire un’accoglienza di alto livello, appare sempre più importante organizzare un sistema strutturato di supporto ed orientamento dei visitatori, anche plurilingue, ai numerosi ospiti stimati nelle tre giornate in oltre 450.000" ed ovviamente, come sempre accade in queste occasioni, si tratterà di realizzare un fantomatico percorso di cittadinanza attiva peer to peer, in cui il singolo possa sfruttare l’occasione di un evento importante per la città per dimostrare alla comunità le proprie abilità e capacità. Viene in mente quanto realizzato con l'EXPO, anche lì si leggeva che "L’esperienza sul campo - a maggior ragione in ambito EXPO - arricchisce le iniziative volte all’orientamento, in quanto consente ai giovani di cimentarsi in compiti concreti, attraverso i quali conoscersi meglio, mettersi alla prova, testare le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni, confrontarsi con adulti e coetanei in situazioni altamente coinvolgenti e stimolanti". Nel caso dell'EXPO si è realizzato un vero lavoro gratuito, con la complicità scellerata anche del MIUR, dopo aver dovuto svolgere un corso obbligatorio di ben 10 ore, con un lavoro vero e proprio mascherato da volontariato, con orario prestabilito e poi ovviamente veniva anche data la possibilità, dopo ben otto ore di lavoro e di caos all'interno di quella mega fiera, a studenti e docenti di visitare il sito o partecipare alle attività proposte per le rimanenti ore. Un pregevole volontariato, che farà curriculum, che darà opportunità indefinite, immense, che ti insegnerà il senso del rispetto dei diritti. No? Forse questa è l'unica forma di volontariato che a Gorizia da alcuni viene vista bene. Se penso al sistema del volontariato nei confronti dei richiedenti asilo, che ha colmato lacune ed omissioni istituzionali enormi, in quel caso tanto vile disprezzo è emerso. Valutare il coinvolgimento dei richiedenti asilo, in percorsi di cittadinanza attiva, e di integrazione, nel caso di Gusti di Frontiera, è cosa così diabolica da prendere in considerazione? Sarebbe umanamente bello avere anche uno spazio, un borgo, dedicato all'area di provenienza dei richiedenti asilo. Attraverso la cucina, il cibo, magari molte frontiere sarebbero realmente venute meno, nella città che ospita l'unicum, anche se ignorato, della Piazza Transalpina, nei confronti di chi oggi paga a livello europeo delle discriminazioni e forme di odio becere, solo per aver chiesto accoglienza, per essere fuggito da una guerra che anche parte dell'Occidente ha contribuito a determinare. Ma un panino, una bibita, una piadina, o qualsiasi pietanza particolare essa sia, durante l'enorme sagra goriziana, non darà il tempo a queste riflessioni, perché quello sarà il momento dove ci si dovrà ingozzare, bere, e quello che accade intorno ad un borgo artificiale, non ti sfiorerà minimamente.

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