Passa ai contenuti principali

Per essere un Paese migliore si deve chiedere scusa,ed alcune date di Gorizia da non dimenticare


Quanto è difficile chiedere scusa, eppure chiedere scusa è il primo passo necessario non tanto per ricominciare, ma per avviare un percorso diverso, più onesto, più eticamente e moralmente corretto. Il Papa, ad esempio, qualche passo tenue nei confronti degli omosessuali lo sta facendo, Obama si è recato ad Hiroshima, gesto importante, ma non ha osato chiedere scusa per quel crimine immenso compiuto contro inermi civili. Tante barbarie nel corso della storia sono state compiute in nome e per conto dell'Italia. Dalla “piemontesizzazione del Sud”, ai massacri della prima guerra mondiale, al regime fascista, alle violenze e crimini compiuti nelle terre occupate, in Africa, Albania, Grecia, in Jugoslavia. Mai scusa si è chiesto per ciò. Eppure basterebbe poco, chiedere scusa per restituire dignità all'Italia, il cui nome è stato usurpato dalle peggiori nefandezze. Il problema è che quando pretendi ciò ti etichettano spesso come anti-italiano. A parer mio il peggior modo di essere "italiani" è negare, o celare o giustificare od ignorare le responsabilità storiche e politiche di questo Paese. Il miglior modo di essere "italiani" è battersi perché l'Italia chieda umilmente scusa per tutto quello che è stato fatto in suo nome e suo conto. E penso che il caso di Gorizia sia emblematico su diversi fronti. Tante sono le date di Gorizia che dovrebbero essere ricordate, almeno fino al '47 e che spesso si perdono nel dimenticatoio o nei migliori dei casi si dicono le cose a metà. Riporterò ora alcuni esempi e sia ben chiaro non ho la presunzione o l'arroganza di voler parlare i nome e per conto di tutti i goriziani. La prima presa di Gorizia iniziata il giorno 8 agosto ed ultimata il 9 agosto del 1916. Si dovrebbe ricordare che nella nella battaglia di Gorizia dal 6 al 17 agosto le vittime furono di 51.232 uomini, di cui 1.759 ufficiali; gli austriaci ebbero fuori combattimento 41.835 uomini, di cui 807 ufficiali. E nel complesso vi è stata una vera e propria ecatombe con la distruzione della città. In via approssimativa furono 86 mila gli abitanti costretti ad evacuare la contea di Gorizia a causa della prima guerra mondiale, e 14 mila furono solo gli sloveni della città di Gorizia a lasciare la città, una città che aveva un totale di circa 25 mila abitanti in quel periodo. Il cui ritorno, poi, venne ostacolato in tutti i modi possibili.  Maggio 1924: in tutta Italia venivano diffuse circolari sia prefettizie che di funzionari fascisti, che invitavano i Comuni a convocare d'urgenza il consiglio comunale, per riconoscere la cittadinanza onoraria a Mussolini per blindare l'inizio della nuova legislatura. I Prefetti, nel loro atto "riservato" invitavano i consigli comunali interessati a non fare alcun riferimento alla circolare ivi citata, questo perché doveva apparire tutto come atto spontaneo e naturale. Ed anche a Gorizia venne conferita tale indecenza ancora oggi non revocata. 4 novembre del 1926:  Sei anni dopo l'incendio del Narodni dom,un manipolo di fascisti, festeggiando la celebrazione della vittoria, accompagnati dal manganello, dal motto me ne frego ed al grido Viva l'Italia, assaliranno il Trgovksi dom, dopo l'assalto e dopo un decreto prefettizio di requisizione del 1927, diventerà la casa del Fascio. Settembre 1943:  Occupazione nazista e la battaglia di Gorizia, la nascita e l'affermazione della resistenza, che darà luogo al vitale sodalizio tra italiani e sloveni e croati, i quali proprio grazie alla resistenza ritroveranno quell'unità minata e compromessa da becere politiche fasciste. Agosto 1944: attentato al “tempietto” di Gorizia I domobranci collaborazionisti dei nazisti in risposta all'attentato avvenuto al teatro Verdi del 5 agosto, si dice provocato da fascisti, il 12 agosto del '44, intorno alle 3 e 20 colpiranno un simbolo importante per l'italianità di Gorizia. Le stragi naziste di Gorizia hanno queste date: 30 marzo del 1944 , 5 aprile, 13 aprile, 29 aprile, 31 luglio, 17 agosto, 2 gennaio 1945 e 8 aprile 1945, tutte avvenute al castello, luogo simbolo di Gorizia, ma eventi sconosciuti ai più, e nel 2015 a spese di ANPI e AVL è stata collocata una nuova targa a ricordo dei massacri nazisti.  1 maggio 45: A Gorizia Prešernova Brigada si scontrò duramente con i cetnici ed i domobranci. A Gorizia si trovava anche, il primo maggio, lo Skofjeloski odrerd, la compagnia d'assalto della 31 divisione ed il comando della zona militare della Gorenjska. Le unità chiamate genericamente angloamericane entreranno in città solo il 2 maggio alle ore 11 quando la città venne di fatto già liberata e si aprirà dal primo maggio, dopo la liberazione della città dall'occupante nazifascista, la questione difficile e dolorosa di Gorizia. Maggio 1946:  Vanto d'orgoglio dovrebbe essere per tutte le città, il 14 maggio 1946, la Città di Gorizia è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana . Il settembre nero di Gorizia 1947: Il 13, 14 e 15 settembre 1947, si segnalerà la devastazione della tipografia del giornale democratico sloveno Primorski, l'assalto alle cooperative, negozi di proprietà di sloveni, assalti a case private di sloveni e comunisti italiani e sloveni, liste di “proscrizione” sui muri ecc. Il tutto accadde anche quando in città giunse la divisione Mantova e le autorità italiane, presenti nella zona di Gorizia tra la notte della domenica 14 settembre e le prime ore del 15 settembre non presero ufficialmente possesso del territorio sgombrato dagli alleati ed il passaggio effettivo di poteri veniva ritardato.
Ultima annotazione sulla questione azzurri. 
Mi è stato "rimproverato" sempre dal solito, di provare odio nei confronti della maglia della nazionale di calcio.  Il colore azzurro, come è noto, è quello che rappresenta ancora oggi l'Italia in tutte le discipline sportive. La prima adozione avvenne nel calcio ed in onore di Casa Savoia, durante il fascismo venne usato anche il colore nero, e stranamente con l'Italia Repubblicana venne ripristinato il colore dei Savoia. Ricordare l'origine del colore della maglia della nostra nazionale è una bestemmia? Una eresia? Vien da pensare che per fortuna il medioevo è superato da un pezzo. Ed a costui, che ha sollevato queste critiche nei miei confronti sul Piccolo di Gorizia, lo invito a stare sereno e di agitarsi di meno, vi sono cose più serie a cui pensare. 

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

L'Italia entro il 2065 rischia di perdere quasi 20 milioni di abitanti, con anche spopolamento enorme nel Sud

Siamo un piccolo Paese, che ha raggiunto la soglia di 60 milioni di abitanti e che probabilmente non solo non supererà mai più ma che rischia di vedere con il binocolo per i prossimi decenni. Certamente viviamo in una società di 7 e passa miliardi di persone, siamo troppi, ma chi pagherà più di altri lo spopolamento saranno i Paesi poveri e tra questi vi è ovviamente anche l'Italia. Se il Sud rischia di vivere uno spopolamento pazzesco, nell'Europa, l'Italia è come il suo sud, vivrà uno spopolamento importante. Cosa comunica l'ISTAT? 
"La popolazione residente attesa per l'Italia è stimata pari, secondo lo scenario mediano, a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2045 e di 7 milioni nel 2065. Tenendo conto della variabilità associata agli eventi demografici, la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. La probabilità d…