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Il comitato provinciale per la sicurezza pubblica di Gorizia: questione "migranti","episodi isolati e sporadici"

Era stato richiesto con gran forza la riunione del Comitato provinciale per la sicurezza pubblica di Gorizia dopo alcuni episodi che avrebbero riguardato alcuni richiedenti asilo che hanno allarmato, più del dovuto, andando oltre ogni ragionevole buon senso, la popolazione. Certo, è vero che alcuni episodi sono stati a dir poco deprecabili, ma come ho già avuto modo di rilevare, deve essere la giustizia a fare il suo corso, con i suoi meccanismi, non si deve e non si può dare spazio alcuno al giustizialismo, alle becere speculazioni destroidi, a metodi del rimpianto, da alcuni, del ventennio, e così via discorrendo per le vie inquinate della cattiva società. 
Il Comitato ha sottolineato che si auspica che "le decisioni intraprese possano contribuire a rassicurare la popolazione con riferimento ai fatti accaduti, che comunque appaiono episodi isolati e sporadici." Una chiara affermazione che riporta le cose nella loro realtà e giusta dimensione. E che si mettano l'anima in pace coloro che speravano in una risposta diversa. 
Così come positiva è la volontà di "istituire un "Tavolo provinciale dell'Accoglienza", cui parteciperanno tutte le Istituzioni competenti in materia di immigrazione insieme ai rappresentanti degli Enti che gestiscono i servizi di accoglienza nella provincia, con il precipuo scopo di promuovere iniziative dirette all'inserimento sociale ed educativo degli stranieri, attraverso il consapevole apprendimento delle regole comportamentali da seguire dentro e fuori le strutture che li ospitano". Questo tavolo poteva essere istituito ben prima, si è perso del tempo importante, ma si può sempre recuperare,anzi, si deve proprio recuperare il tempo futilmente perso e divorato dalle banalità delle polemiche. 
Finalmente qualcosa si muove, dopo un 2015 e 2016 difficile nei suoi momenti caldi, che hanno visto buona parte delle Istituzioni sostanzialmente fare poco o nulla, pur nella diversità delle responsabilità sussistenti in materia, siano essere politiche, che non, come Regione, Comune ma anche per alcuni aspetti la Provincia (ente che ora sparisce dalla faccia della terra del FVG e che non è stato commissariato, pur essendo finito il mandato elettorale e sarebbe stata cosa buona e giusta e rispettosa delle regole democratiche avviarne il commissariamento sino al suo integrale scioglimento), in merito alla questione della problematica che ha riguardato i fuori convenzione, che è stato il vero problema di Gorizia, le cui castagne dal fuoco sono state letteralmente tolte dal mondo del volontariato che è andato oltre ogni sua funzione, e non ha ricevuto gli apprezzamenti che meritava di ricevere, da MSF, che ha subito attacchi ignobili. Certamente è da riconoscere il diverso indirizzo che è emerso da parte della Prefettura con il cambio della gestione che è maturato in Gorizia in questi ultimi tempi e non solo della Prefettura specialmente nella fase emergenziale ben nota a tutti, gestita atipicamente ma per ragioni di necessità come questione più di "ordine pubblico" che altro, a causa delle scellerate omissioni che sono maturate in loco ed a causa del non perdurante fare, a causa dei muri che sono stati elevati, che hanno portato Gorizia, in negativo, alla ribalta delle cronache nazionali. Si auspica anche che i Comuni della oramai ex Provincia di Gorizia possano dare tutti un contributo attivo in materia, e che finisca la scusante della burocrazia per non accogliere e dare un proprio aiuto doveroso in materia, salvo ovviamente le dovute eccezioni che vi sono. L'accoglienza oltre ad essere un dovere è anche una grande risorsa ed opportunità per la nostra comunità, se ben gestita, a partire dalla questione scuola ed istruzione che pare essere passata da tempo in terzo piano, perché l'integrazione deve passare per la scuola e per l'istruzione, non solo con l'apprendimento della lingua italiana, cosa fondamentale ovviamente, ma anche con lo studio di quella che un tempo veniva chiamata "educazione civica" che passa anche attraverso la conoscenza basilare della nostra Costituzione.  

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