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Si avvicina il voto per la fusione per il MOSTRO, ed arrivano nuove promesse di incremento di soldi

Ogni volta che si avvicina un turno elettorale vitale per un certo ambito politico e governativo, arrivano puntualmente interventi di carattere economico o promesse che corrono in tal senso. Come dimenticare i famigerati 80 euro di Renzi? Si avvicinano le amministrative ed arrivano 500 euro per i neo maggiorenni, e così via dicendo. Ora, guardando a quello che accade a Ronchi, Monfalcone, e Staranzano, come è noto la Regione in caso di fusione che partorirà un Comune dal nome più lungo d'Italia, Monfalcone Ronchi Staranzano, con capoluogo in Monfalcone, e battezzato già come MOSTRO, sgancerà qualche soldino per cinque anni. Soldini che  serviranno prevalentemente per sostenere il riordino della nuova macchina organizzativa. Ma adesso vi è di più. E' stato comunicato da alcuni che verrà fatta una proposta in Regione per incrementare gli incentivi per la fusione e dunque i contributi passeranno da due milioni a poco più di 3 milioni in 5 anni.
A cui ovviamente si aggiungerebbero le somme ferme a causo dello scellerato patto di stabilità che favoriranno probabilmente nuove ed inutili opere pubbliche quando il territorio certamente non ha bisogno di nuove edificazioni e di nuovo cemento ma di ben altro. E le cifre stimate sono state comunicate tra i 15 e 20 milioni di euro. Non si parla invece dei debiti, qualora ad oggi sussistenti, che verranno spalmati tra tutti gli ex Comuni, dunque, per esempio se il Comune di Ronchi è in attivo e quello di Monfalcone in passivo, saranno i cittadini di Ronchi e Staranzano a contribuire a soddisfare i debiti di Monfalcone e così via dicendo. Certo che in Italia credono alcuni che non abbiamo la forza di usare la ragione. Da un lato stritolano i Comuni, con la scusante della crisi, inventandosi incredibili patti di stabilità, che poi patti non lo sono, perché sono stati calati dall'alto ed hanno comportato una mera imposizione e se non rispettati si pagano pesanti sanzioni. 
Similmente come accaduto nell'antidemocratico sistema delle UTI se non aderisci vi sarà un taglio ai Comuni del 30% delle risorse ecc. Dall'altro, però, quando si riduce lo spazio di autonomia e democrazia, quelle risorse che vengono bloccate, magicamente vengono sbloccate. Così come magicamente sbucano da qualche pozzo soldi per incentivare le fusioni, quando avrebbero potuto destinarli a prescindere questi soldini pubblici a favore dei Comuni più in difficoltà, nel nome della solidarietà istituzionale. Ma non siamo nell'epoca del buon senso e della politica intesa come bene comune. Opporsi a questa fusione significa opporsi al decisionismo,centralismo, alla soppressione delle autonomie piccole locali. Nel nome della fusione ogni miracolo pare possibile, ma poi nella realtà pratica delle cose quello che accade è che si invoca un miracolo per ritornare ai vecchi Comuni. Peccato che una volta perso il Comune difficilmente lo si potrà riavere, una volta perso è perso. La democrazia ha un costo, e questo costo non è uno spreco. E questa cosa deve essere accettata dai cittadini in un sistema sociale ed economico pessimo, che chiude sempre di più ogni spazio di agibilità. Dalla parte del sì alla fusione si sono schierati i più significativi mezzi, dalla Presidente della Regione, a Senatori e non solo.  Alla faccia della imparzialità. In questo periodo, i sostenitori del no vengono considerati come eretici, perché difendere il proprio Comune da una fusione semplicemente inutile per Ronchi e Staranzano, è un qualcosa che reca molto fastidio. Certo, come già denunciato è evidente che è in corso anche una partita all'interno del PD, perché erano altre le programmazioni preventivate su questo territorio rispetto alla fusione di solo tre Comuni, ma questo poco importa e poco deve importare ai cittadini che il 19 giugno sono chiamati ad un voto importante per la difesa del proprio Comune. Se vince il sì, non si potrà più tornare indietro. Si preparerà un pacchetto bello e pronto, tra porto, aeroporto, ed altre infrastrutture che sorgeranno a breve, per essere consegnato alla futura città metropolitana di Trieste? Chissà. Nulla è impossibile, ma è possibile certamente recarsi al voto, per dare un segnale chiaro alla Regione, questa fusione noi non la vogliamo e di ciò più di qualcuno se ne dovrà fare una serena ragione.

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