Passa ai contenuti principali

Attenzione, se a Trieste vince la destra rischia di saltare la convenzione con l'ICS per l'accoglienza dei migranti



Trieste, così come tante altre città di confine, ha da sempre convissuto con il fenomeno umano ed inevitabile della immigrazione. Cambiano le epoche, mutano a volte le cause, ma i processi immigratori ed emigratori sono una costante umana inevitabile. D'altronde in caso di  guerra in Europa anche noi potremmo diventare profughi. Profughi durante la prima guerra mondiale, nella seconda guerra mondiale, dopo il trattato di pace del 1947, durante le guerre in Jugoslavia ed oggi, chi fugge dall'Africa in guerra ed in crisi economica sociale ed umanitaria o da altre zone del mondo in guerra, chiede, come è ovvio che sia, aiuto dove è possibile e questo possibile è la ricca Europa. A Trieste il fenomeno dei profughi è significativo ma non con numeri importanti. Certo, delle falle ci sono state, basta pensare alla indecente situazione dell'Ex Silos durata, per fortuna, per un tempo molto limitato. Se vince la destra con la lega nord come forza vitale a Trieste rischia di saltare l'importante convenzione con l'ICS. Nel loro programma politico i leghisti scrivono:" Stop all'immigrazione clandestina! - rescissione della convenzione con Ics per la gestione dei clandestini - lotta all'immigrazione non regolamentata, anche in Regione e a Roma - sgombero dei beni pubblici e privati occupati abusivamente". Ora la legalità è legalità, chiaro, non sempre ciò che è legale è legittimo, altrettanto chiaro, ma etichettare come genericamente clandestini chi clandestino non lo è è una cosa che Trieste non si può permettere. E non si può permettere di vivere cinque anni di questa politica destra e dai connotati ben chiari. L'ICS Consorzio Italiano di Solidarietà - Ufficio Rifugiati Onlus è un'associazione privata, laica e senza scopo di lucro che svolge un'opera di tutela a favore di richiedenti asilo, rifugiati e persone titolari di protezione temporanea o sussidiaria presenti a Trieste e in Friuli Venezia Giulia e organizza servizi di accoglienza e integrazione nell'area nord orientale.La loro storia inizia nel 1993, durante la guerra nella ex Repubblica socialista Federale di Jugoslavia, con la promozione e il coordinamento, su tutto il territorio italiano, di una rete non governativa di accoglienza per i profughi provenienti sia dalla Bosnia Erzegovina che dalle altre aree coinvolte nel conflitto.A giugno 2001 l'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e l’ ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) danno avvio ad una prima sperimentazione che coinvolge una rete di 63 città sul territorio nazionale: è il PNA (Programma Nazionale Asilo). Nell'ambito della rete S.P.R.A.R., in convenzione con il Comune di Trieste, oggi ICS - Ufficio Rifugiati Onlus gestisce  circa 118 posti di accoglienza ove vivono i richiedenti asilo ed i rifugiati. Ad essi offrono orientamento e assistenza legale, sostegno all'orientamento socio-culturale e all'integrazione lavorativa e abitativa, mediazione linguistico-culturale. 
Insomma questo Istituto è una risorsa per Trieste e va tutelato e difeso e potenziato. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

D'Annunzio e gli slavi: "il flutto della barbarie schiava giungerebbe su Trieste"

19 ottobre 1919 una lettera che ha come destinatari principali i fiumani dal titolo Italia e Vita. Una lettera dove emergono concetti ed aspetti che connoteranno quell'imperialismo italiano che porterà all'invasione del Balcani con tutte le conseguenze nefaste che la storia ci ha ben insegnato. Una lettera, con un linguaggio semplicemente incomprensibile  in molti passaggi, e con uno stile assurdo, dove si eleva bene quel senso di disprezzo verso gli slavi che verrà rimarcata dal poeta amante della guerra in diverse occasioni.  Un D'Annunzio che esalta lo spirito degli italiani che hanno difeso l'italianità di Fiume, del Carnaro, dove " voi spiegaste nel vento del Carnaro il tricolore italiano, in faccia ai Croati che dal governatore ungaro avevano ricevuto il potere civico per inizio di quella frode più tardi proseguita sopra le navi imperiali in Pola nostra."
Uno spirito dell'italianità che sarebbe stato presente in diverse località, "per le coste…