Passa ai contenuti principali

9.906 volte No alla fusione con Monfalcone




Oggi Ronchi è più bella. Non perché sia cambiato qualcosa a livello di fisicità, a livello materiale i problemi sono sempre gli stessi. Ma per un semplice motivo. 
Un fiume di sorrisi, di persone sorridenti sono quelle che nella mattina del 20 giugno si incontravano per Ronchi. E' stato, d'altronde, un periodo difficile. Oltre un secolo di autonomia ha rischiato di essere spazzato via, nel nome di una fusione, battezzata come MOSTRO, che altro non avrebbe comportato che un salto nel buio, questo è quello che hanno percepito la maggioranza dei cittadini. 9.906 volte no, di cui solo 4.482 a Ronchi, 2.797 a Staranzano e ben 2.627 a Monfalcone, dato per nulla scontato, forse il più significativo dal punto di vista politico tra i tre Comuni, visto che doveva essere Monfalcone ad inglobare Ronchi e Staranzano. Una chiara bocciatura all'attuale governo locale sicuramente. A sostegno di questa fusione sono stati schierati i più significativi strumenti, addirittura la stessa governatrice della Regione ha fatto praticamente campagna per il sì. Ma i movimenti dal basso, il lavoro svolto soprattutto dai vari Comitati per il No sono stati fermi e decisi. Fermi e decisi nel conservare e mantenere la loro autonomia ed indipendenza, fermi e decisi nella tutela del bene Comune. Ed è merito in particolar modo dei comitati per il No se vi è stata una buona affluenza alle urne, visto che questo referendum, a causa di una specie di "notte dei lungi coltelli" ad oltranza all'interno del PD ha rischiato di condizionare negativamente l'affluenza al voto.
Risultato meraviglioso, importante e comunque l'attenzione non deve calare fino a quando non verrà decretato ufficialmente il fallimento di questa fusione, poiché di questa Regione non è che ci si fidi poi molto. Una delle cose più belle vissute come comitato è stato il senso di comunità, il senso di coesione pur nella sua diversità, e questo ha fatto la differenza, una differenza vitale in una società ove il tutto viene deciso all'interno di poche e chiuse stanze.Vi è stato chi è salito sul carro del futuro vincitore quando aveva compreso che il vento sarebbe stato favorevole per il no, ma l'opportunismo non è più di casa. E' cambiato il vento, è cambiata la situazione, ed i tanti volti sorridenti incontrati per le strade di Ronchi confermano questa sensazione, si sta chiudendo un ciclo, per un qualcosa di nuovo, che metterà i propri Comuni, i propri spazi, i propri luoghi, il proprio ambiente vitale al primo posto, contro ogni manipolazione. 9.906 volte no, ovvero 9.906 volte sì per la democrazia reale, per l'autonomia, per la difesa del proprio Comune come bene comune. Si è dimostrato che il piccolo può essere grande quando lo vuole, che il piccolo può essere bello, che il piccolo non è un problema ma una risorsa. Può sembrare retorica, ma retorica non lo è, questa terra chiamata a resistere ha saputo ancora una volta resistere, e ciò, nella società di oggi, ove il pessimismo è dilagante, il qualunquismo dominante, il distacco dalla politica "tradizionale" evidente, grazie al lavoro dei comitati del no, è stato possibile. Questa fusione che avrebbe portato al Comune dal nome più lungo d'Italia Monfalcone Ronchi Staranzano non è stata la canonica occasione persa, ma è stato un pericolo coscientemente e sapientemente evitato. Un pericolo che comunque rischia di riproporsi nei prossimi tempi, per una fusione più grande, che andrà oltre i tre Comuni di Monfalcone, Ronchi e Staranzano, perché questo progetto non è mai tramontato.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…