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La prova di italiano dell'Invalsi della quinta primaria,e la fine della fantasia per i bambini


Ancora una volta è stato usato un testo di Piumini per le prove dell'Invalsi nella scuola primaria. I testi di Piumini sono noti per la loro creatività, perché incentivano lo sviluppo della fantasia, della immaginazione ed anche lo spirito critico dei bambini. E ripeto, dei bambini. Ho avuto modo di visionare il test  per la comprensione del testo per il 2016 di italiano  dell'Invalsi per i bambini della scuola primaria. Circa 20 pagine e 45 minuti di tempo a disposizione. Un testo di 44 righe, seguito dal solito schema dell'Invalsi. Un testo che se letto con velocità ti costringerà a ritornare diverse volte alla sua lettura per cercare di rispondere correttamente alle domande, sempre che la risposta sia corretta per l'Invalsi. Con la spada del tempo che penderà sulla tua testa. Il testo scelto è L'erba che le lepri non mangiano. La prima prova si incentra sul titolo del testo. La domanda generale sarà la seguente: Le informazioni che trovi nel titolo fanno già capire alcune cose del racconto che leggerai e fanno nascere alcune domande. Quali domande fanno nascere? Ed i bambini dovranno mettere una crocetta sul sì o sul no per ogni domanda che ora segue. Per quale motivo le lepri non mangiano quell'erba? Le lepri troveranno degli amici? Le lepri correranno più veloci di tutti? Quale erba non mangiano le lepri? Ci si deve ricordare che stiamo parlando di bambini di scuola elementare.Tolta la prima risposta che è scorretta visto che non si fa riferimento ad alcuna erba specifica, il problema si pone con due sicuramente delle tre rimanenti. Le lepri troveranno degli amici? Certo, si dirà, non c'entra assolutamente nulla con il titolo, e se un bambino immagina una sorta di amicizia che può nascere in quel contesto? Se le lepri troveranno degli amici? E se l'amico o meglio l'amica sarà proprio l'erba? Anche perché poi dalla lettura del testo, che comunque i bambini non hanno ancora effettuato, emergerà una sorta di amicizia tra l'erba e la lepre. E come verrà valutato dall'Invalsi un bambino che risponde sì a questa domanda? E che non ha ancora letto il testo?  
Veniamo brevemente al testo. Il racconto parla di un'erba particolare, con specificità determinate, lunghezza, colore, profumo, gusto. Di una lepre, che inseguita da una volpe troverà riparo in un prato dove crescerà questa erba e che gli salverà la vita, perché la lepre riuscirà a confondersi con le sue foglie.
E da quel momento, visto che l'erba o meglio quell'erba ha salvato la vita alla lepre, le lepri non la mangeranno più  "per ringraziare dell'aiuto gentile" dunque nasce una sorta di amicizia tra l'erba e la lepre.
Tra le tante domande, che comunque in via complessiva possiamo definire normali, ne segnalo due, che ben evidenziano la particolarità di questo sistema. Ad un bambino si chiede se è importante o se non è importante quanto ora segue: Se l'erba è o non è importante perché ha le foglie lunghe, perché ha i fiorellini con un profumo che copre altri odori, perché si può mangiare, perché ha foglie con sapore gustoso. Ora tutte queste sono peculiarità dell'erba considerata che la rendevano mangiabile per le lepri. Ai fini della storia, per come vuole l'Invalsi quali saranno le voci importanti? Rilevato che alla fine tutte possono essere importanti? Insomma, la scuola deve aiutare i bambini sicuramente alla comprensione del testo, ma anche ad incentivare la loro creatività, la fantasia, l'immaginazione, che queste prove semplicemente rischiano di stroncare sul nascere se continueranno a trovare affermazione e diffusione. Anche perché nel momento in cui i risultati di queste prove saranno sempre più determinanti per il grado di attrazione di una scuola, è chiaro che i bambini verranno addestrati sempre con maggior frequenza a questi schemi perché la scuola possa essere una buona scuola per la macchina Invalsi. Una scuola senza immaginazione, una scuola dove la risposta giusta dovrà essere solamente una, quella decisa dal sistema per il sistema, ci renderà tutti migliori? Ne siamo certi?


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