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La Serbia pretende risarcimento per i crimini nazisti ed in Croazia la comunità ebraica attacca il governo per ustascia



Dopo il caso eclatante della Grecia, ora è Belgrado ad alzare la voce. La stampa serba denuncia che sono più di 200.000 i cittadini della Serbia che non hanno ancora percepito alcun risarcimento danno per i crimini accaduti nella seconda guerra mondiale, come compiuti dalla Germania nazista. Si stima in 290 miliardi di dollari l'importo totale da percepire. Tale diritto spetterebbe agli eredi dei famigliari che hanno visto i propri cari essere prigionieri nei campi di concentramento, trattati come schiavi, sottoposti ai lavori forzati, uccisi per rappresaglia, in esecuzioni sommarie, morti nei campi di concentramento, così come quelli che hanno visto le proprie case essere distrutte o che hanno perso i propri beni a causa del regime nazista. In tutta la Jugoslavia sono stati circa 350 mila i prigionieri nei campi nazisti e ben l'85% era della Serbia. Tra la seconda guerra mondiale ed i conflitti degli anni novanta sono stati circa 300 mila i serbi che hanno perso la vita, e nel ventesimo secolo si parla di un totale di circa 1 milione e 200 mila vittime. Ciò a significare che purtroppo, il binomio, Serbia e guerra, è drammatico, e ciò emerge bene nell'immenso museo della guerra presente a Belgrado che evidenzia tutte le guerre che ha dovuto affrontare e subire questo Paese. Belgrado durante i 7000 anni della sua storia, ha conosciuto 115 guerre, e la città venne distrutta ben 44 volte. Come ricorda la stampa serba  "Esattamente 75 anni fa, la capitale serba ha sperimentato una delle guerre più distruttive della storia. L'attacco della Germania nazista avvenuto il 6 aprile 1941, tra le fiamme vi erano obiettivi militari e infrastrutture, così come rifugi, monumenti e beni culturali, edifici residenziali, edifici religiosi e persino ospedali. Nella maggior parte delle fonti citate, emerge che tale attacco ha comportato la perdita della vita  fra 8.000 e 12.000 persone. Le prime bombe caddero una domenica mattina, intorno alle 6:30. Gli edifici distrutti furono 627, 1.601 pesantemente danneggiati e 6.828 case colpite. Venne distrutta la Biblioteca Nazionale di Kosančićev oltre a 300.000 documenti e libri che sono sopravvissuti nei secoli. Colpito lo Stato Maggiore all'angolo di Kneza Miloša e Nemanjina, il Palazzo Vecchio, la  Sinagoga, il Museo storico della Serbia, la sede delle Suore serbe, uffici postali, bombe sono cadute su Piazza della Repubblica,ecc." Dopo 45 anni di pace, soprattutto grazie alla Jugoslavia di Tito, le bombe anglo-americane cadevano di nuovo a Belgrado, dal 24 marzo al 9 giugno ed è stato stimato che gli attacchi aerei della NATO in Jugoslavia hanno ucciso circa 3.000 persone (di cui 2.500 civili), e più di 6.000 feriti. Le stime di danni per la Serbia vanno da 30 a 100 miliardi di dollari, mentre Belgrado ha subito notevoli danni diretti e collaterali.Tra le altre cose, è stato colpito il simbolo di Belgrado, Avala Tower, l'edificio dello Stato Maggiore Generale e il Ministero della Difesa della Repubblica e del Ministero Federale degli Interni, il centro commerciale "Usce", edificio RTS, l'ambasciata cinese e molti altri importanti edifici.
Tutto questo mentre in Croazia il coordinamento delle Comunità Ebraiche ha deciso di non partecipare alla commemorazione organizzata dallo Stato in ricordo delle vittime del campo di Jasenovac. Ciò come forma di protesta contro il governo croato accusato soprattutto, a causa degli eventi politici quotidiani, di favorire una rivitalizzazione del movimento ustascia. Ed i rapporti tra Belgrado e Zagabria continuano ad essere tesi, soprattutto dopo i recenti provvedimenti della "giustizia" dell'Aja.

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