Passa ai contenuti principali

Cinquanta casapoundisti,tre volte presente,e qualche rosa, ma non sono riusciti a macchiare il 25 aprile

I temi che hanno dominato questo 25 aprile, nel territorio di Gorizia, sono stati sostanzialmente tre. I muri che si affermano in una Europa che pare aver perso ogni senso di orientamento e tradito lo spirito della carta di Ventotene, che a dire il vero questa Unione Europea non ha mai realmente seguito. Spinelli, Rossi e Colorni concludevano il loro manifesto con un grande auspicio "la via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà." Ma questo auspicio oggi rischia di essere fumo, fumo rispetto a quell'incendio che avanza e brucia ogni idea di accoglienza, integrazione, rispetto dei diritti umani. Il secondo punto è stata la tremenda fine di Giulio Regeni, torturato come i nazisti torturavano gli antifascisti, i partigiani. E poi, ovviamente, la questione dei neofascismi crescenti. La politica della pancia, quella dalle soluzioni semplici ed immediate, pare essere inarrestabile. Trova facilmente consenso, acquisisce voti, mandando in frantumi quasi un secolo di lotte e rinchiudendo nell'oblio un passato tremendo che soprattutto qui nel confine orientale si è realizzato prima ancora che nel resto d'Italia. Passato tremendo che ha tradito l'Italia, mandandola in rovina, trascinandola in una guerra devastante. Sarà solo con la resistenza che il nostro Paese riconquisterà, ad un prezzo carissimo, dignità, onore e rispetto. E la nostra Costituzione, pur entrata in vigore nel 1948, vede nei suoi principi fondamentali elementi di una modernità tale, che ancora oggi risultano essere incompresi ed inattuati. E' nella resistenza che popoli, divisi tra loro dall'odio seminato e coltivato dal fascismo, hanno ritrovato unità, fratellanza, solidarietà. Barbarie, tante barbarie sono accadute. E nel semplicismo di questo secolo, dove i ragazzi delle nostre scuole non sanno nulla di fascismo, poco di nazismo, nulla della resistenza, salvo qualche eccezione, nel semplicismo di una modernità che inganna, dove il passato è una cosa passata, che non conta nulla, ecco che i casapoundisti hanno tentato di porre in essere a Gorizia, città insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana, una macchia al 25 aprile, giorno universalmente riconosciuto ed affermato in Italia, della liberazione dal nazifascismo. Un messaggio tanto banale quanto ignobile il loro, in questo 25 aprile, per condannare "l'eccidio comunista sulle nostre terre". Sulle nostre terre, così hanno scritto. Erano una cinquantina, tre volte hanno urlato presente, depositato qualche rosa, un paio di tricolori hanno sventolato per qualche minuto. Una iniziativa che ha creato una rabbia ed incredulità enorme nel nostro territorio, perché chiaro affronto al 25 aprile ed alla storia della nostra resistenza.

In altri tempi ciò sarebbe stato impensabile, e sul perché ciò è accaduto delle riflessioni devono essere fatte. Ma ha sventolato dall'altra parte del parco della Rimembranza una bandiera rossa, una cinquantina di individualità antifasciste, e silenzio.
Verso questo affronto il silenzio con quella bandiera rossa e la rabbia che è maturata nel nostro territorio per tale ignobile situazione, ha demolito il tentativo di macchiare il 25 aprile da parte dei casapoundisti. Perché erano isolati. Ma nonostante fossero isolati, ciò non significa che quanto accaduto non sia un segnale di allarme, che trae origine dai tentativi di revisionismo che vogliono ribaltare la verità storica, nel nome di una memoria condivisa, che mai potrà essere condivisa. Perché memoria condivisa significa memoria di parte e nazionalistica, da imporre come unico dogma da accettare, che rischia di riabilitare, come sta accadendo ad esempio in Croazia, le peggiori cose del '900. Che quanto tentato dai casapoundisti a Gorizia il 25 aprile, non si ripeta più, per rispetto del 25 aprile, per rispetto della nostra storia e dei nostri partigiani, che sono morti, che sono stati uccisi, che hanno perso la vita, per combattere l'Italia mussoliniana e fascista. Qui non è in discussione tanto la libertà di garantire il diritto di manifestare a chiunque esso sia, qui si parla di una cosa diversa, si parla di antifascismo, e con l'antifascismo è stata scritta la nostra Madre Carta Costituzionale. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli

All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

La Carta di Roma? Un documento privo di autocritica e si persiste sugli errori dell’Europa. Così non va

Una dichiarazione simbolica, sottoscritta da 27 leader, così si legge in premessa, dei vari stati membri delle istituzioni dell’UE. E si dice subito che sono orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione Europea. Le fondamenta dell’attuale Unione Europea sono quelle del mercato, dell’economia, sulla circolazione delle merci, solo successivamente si sono affermati importanti diritti umani, o situazioni finalizzate a garantire la libera circolazione delle persone, a partire dalla demolizione delle frontiere. Ma scrivere in premessa di essere orgogliosi dei risultati raggiunti, significa auto-celebrarsi, senza capire che le politiche governative degli ultimi decenni hanno portato l’Europa nella situazione disastrosa nella quale noi tutti ci troviamo, Grecia docet ed Italia pure. Europa nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto conflitti importanti, come quello devastante della Jugoslavia, d’altronde non poteva esistere una Jugoslavia socialista forte alle port…