Passa ai contenuti principali

A Gorizia e Trieste si festeggia il 25 aprile e non il 12 giugno del '45





Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. Questo il messaggio simbolo dell'insurrezione del 25 aprile del 1945, e sarà di Sandro Pertini. Lo stesso Pertini che così scriverà di Tito il 7 maggio del 1980: "Con Tito io ho perduto un compagno ed un amico. Il suo patrimonio ideale e politico non andrà disperso. Egli l'ha lasciato in mani sicure. Con grande certezza e con l'amicizia fraterna che a Tito mi legava, guardo fiducioso all'avvenire del dopo Jugoslavo". Messaggio che si può leggere a Belgrado nel luogo ove riposa Tito. Con il DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE del 22 aprile 1946, n. 185 si scriverà: "A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 e' dichiarato festa nazionale" come poi recepito dalle L. 27 maggio 1949, n. 260. Vi è poco da fare. Dalle nostre parti, ad alcuni, il 25 aprile proprio non scende giù. E se ne dovranno fare una ragione e se questa non se la faranno continueranno a rimanere nel torto, il loro. Vorrebbero alcuni festeggiare il 12 giugno come giorno della liberazione, anche a Gorizia, e non il 25 aprile, ponendo l'esempio di Trieste, dove addirittura è stato scritto che si "passa sotto silenzio la ricorrenza del 25 Aprile e si commemora invece il 12 giugno". Ma si vive nello stesso Pianeta Terra? A Trieste il 25 aprile lo si festeggia, così come il primo maggio. Il 12 giugno è giorno caro solo ad alcuni nazionalisti, che sono riusciti ad ottenere un cippo con il seguente messaggio:“Il 12 giugno in seguito agli accordi di Belgrado le truppe jugoslave si ritirarono da Trieste dopo 40 giorni di occupazione”. Poi uno spazio, voluto, di sospensione e continua “ Il popolo triestino iniziava una lunga e difficile fase di attesa riconquistando con il suo schietto impegno libertà e democrazia. Trieste 12 giugno 2015”. Questo è quanto è stato inciso sul cippo, costato più di 8 mila euro, collocato al parco della Rimembranza di Trieste. Una corsa contro il tempo, per non perdere l'appuntamento per il 70esimo del 12 giugno del 1945. Incisione che ha creato diversi malumori soprattutto a coloro che sostenevano la revisionistica teoria quale il 12 giugno come la data della liberazione di Trieste se non addirittura della fine della seconda guerra mondiale per la città. Alla fine vi è stato un compromesso, un compromesso che se da un lato parla semplicemente della fine dell'occupazione dopo 40 giorni, anche se in realtà i giorni di permanenza e di amministrazione provvisoria dei partigiani Jugoslavi furono 42, dall'altro con un vuoto stilistico creato ad hoc, l'attesa, la sospensione, si omette il dopo. Un dopo che ha visto in quel 12 giugno il passaggio di poteri alle altre forze alleate, quelle anglo-americane che durerà sino al 26 ottobre 1954. E dunque il 12 giugno Trieste non è mica stata assegnata all'Italia. Così come per Gorizia. Che per attendere il "ritorno" dell'Italia dovrà aspettare il 1947! Preceduto dal settembre nero goriziano. Venne assaltata la federazione Comunista di Gorizia, venne incendiata la casa del Popolo di Gradisca e si tentava l'assalto alla sede del PCI di Monfalcone e di Ronchi, ma senza successo grazie alla resistenza dei comunisti. Venivano affisse per la città di Gorizia delle liste di proscrizione nelle quali si minacciavano di morte i cittadini che cercavano la collaborazione con i popoli confinanti, gli sloveni. Sloveni che subirono violenze, saccheggi, distruzione di negozi, boicottaggi, pestaggi, insulti. La situazione divenne talmente insostenibile che venne presentata, dal deputato della Costituente, Giordano Pratolongo, una interrogazione al Governo per sapere quali “ provvedimenti siano stati presi o si intenda prendere per garantire le istituzioni democratiche e le libertà dei cittadini nella provincia di Gorizia contro le aggressioni e le violenze scatenate da provocatori fascisti e nazionalisti a danno di italiani e sloveni e delle organizzazioni democratiche: e per l'arresto e la punizione dei responsabili dei gravi fatti accaduti nei giorni scorsi”. Si denunciava in particolare quanto accadde tra il 13, 14 e 15 settembre 1947, si ricordava, tra le varie cose, oltre a quelle già in precedenza elencate, anche la devastazione della tipografia del giornale democratico sloveno Primorski, l'assalto alle cooperative, negozi di proprietà di sloveni, assalti a case private di sloveni e comunisti italiani e sloveni. Il tutto accadde anche quando in città giunse la divisione Mantova e le autorità italiane, presenti nella zona di Gorizia tra la notte della domenica 14 settembre e le prime ore del 15 settembre non presero ufficialmente possesso del territorio sgombrato dagli alleati ed il passaggio effettivo di poteri veniva ritardato. 

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Ballottaggio Gorizia: cultura- dalla memoria condivisa (del Pd) a Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura (per la destra)

Secondo appuntamento, in vista del ballottaggio, sul confronto tra i programmi elettorali, per Gorizia, tra quello a sostegno di Ziberna( destra) e di  Collini ( Pd più altre liste). Ora è il momento della cultura.  Cosa prevede il programma a sostegno di Ziberna?
Guardiamo gli aspetti più rilevanti.  Si sostiene la candidatura di  Nova Gorica e Gorizia a capitale europea della cultura. Si propone l'iniziativa "Adottiamo un palazzo", rivolto al recupero di edifici storici in degrado. Si sostengono iniziative con tutti gli operatori economici e altri partner del Sistema Gorizia, come la Cciaa e la Fondazione CaRiGo. Sarà inserita in bilancio una cifra per la promozione. Si guarda anche alla musica "della scena alternativa pop, rock, rap, elettronica, organizzate in collaborazione con le realtà associative del territorio. Concerti, danza, opera lirica e performance trasformeranno piazze e luoghi pubblici e locali in palcoscenici sotto le stelle."  Si insist…

Maturità e Caproni, dal Duce meglio di Dante al suo ruolo nella resistenza, tutto ignorato nella breve biografia

Caproni chi? Avranno pensato molti studenti. Per l'ennesima volta all'esame di maturità si propongono temi ed autori che a scuola nella quasi totalità dei casi non vengono studiati. E questo è un problema serio che ancora oggi non si riesce a superare. Probabilmente chi sceglie i temi per la maturità vorrebbe svolgere un ruolo da impulso per andare oltre i programmi canonici che nella maggior parte dei casi si fermano alle prime vicende della seconda guerra mondiale. Quella di Giorgio Caproni è una scelta difficile, ma anche un personaggio complesso. Nella biografia che accompagna il testo della prova di maturità cosa è stato scritto?  "Giorgio Caproni nacque a Livorno nel 1912. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Genova, che considerò sempre la sua vera città e dove visse fino  al 1938. Dopo studi musicali e due anni di università, a partire dal 1935 si dedicò alla professione di maestro elementare. Nel 1939 fu chiamato alle armi e combatté sul fronte occidentale…