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Se a Gorizia si parla bene della scuola lavoro della "buona scuola", nell'attesa del referendum


La Legge 107 del 2015, nota per la propaganda governativa come "buona scuola", ma in realtà di pessima scuola trattasi, è una delle peggiori leggi mai scritte in Italia in materia di Istruzione. Non a caso vi è stata una delle più grandi opposizioni nella storia della Repubblica Italiana contro questo provvedimento, con uno sciopero epocale. Una Legge "sinistra" che continua ad essere difesa da una certa sinistra anche a Gorizia. La nota scuola delle tre I berlusconiane ha trovato strada grazie al Governo Renzi ed una di queste tre I è l'imprenditorialità. Incredibile, ma nelle nostre scuole si deve insegnare l'auto-imprenditorialità. Così come è incredibile che il sistema della scuola lavoro sia stato esteso anche nei Licei. Ma a breve partirà la raccolta firme per un referendum, sostenuto da diverse realtà, quali Cobas, Flc-Cgil, Gilda, Unicobas,  LIP, USB, SGB, CUB, Il sindacato è un’altra cosa (area congressuale Flc-CGIL), UdS, Link, Coordinamento nazionale scuola della Costituzione, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, Adam, Adida, AND, Mida, Retescuole, Cesp. E tra i quesiti ve ne è uno chiaro contro l'alternanza scuola lavoro, con il quale si richiede l’abrogazione dell’obbligo di almeno 400 ore di “alternanza scuola-lavoro” per il triennio di tecnici e professionali e di almeno 200 ore per i licei. 
Per i Cobas "la formazione aziendale comporta il rischio della subordinazione degli obiettivi didattici e culturali agli interessi imprenditoriali. Gli studenti devono potersi inserire nella realtà lavorativa, forniti di strumenti cognitivi per capire in quale contesto si collocano, per chi si produce, per quali scopi, in quale modo. Invece, la formazione aziendale si caratterizza in genere per l’apprendimento generico di nozioni o di un “saper fare” decontestualizzati, da abbandonare rapidamente per adeguarsi a lavori massimamente flessibili e precari; oppure diventa crudamente richiesta di lavoro gratuito (come già accade in tanti “stage” aziendali dei tecnici e dei professionali) o sottopagato, come in varie sperimentazioni dell’apprendistato". E se a ciò si aggiungono, in materia gli incredibili poteri del Dirigente scolastico. altro che esaltazione della buona scuola ed alternanza scuola lavoro. I poteri del dirigente emergono con forza lì ove viene individuato come l'unica figura deputata ad individuare all’interno del registro, istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per l’alternanza scuola-lavoro, le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all’attivazione dei percorsi citati. E' l'unico che può stipulare apposite convenzioni anche finalizzate a favorire l’orientamento scolastico e universitario dello studente. Il dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni, evidenziando la specificità del loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione. Un sistema che mina la partecipazione collegiale e democratica all'interno della scuola, poichè ad esempio, in materia di alternanza scuola lavoro, il ruolo di questi organi è praticamente irrisorio o minimale rispetto al potere decisionale della dirigenza scolastica, e ciò ben rappresenta quello che è la "cattiva" scuola nella sua sostanza, ove sparisce de facto la contrattazione, il ruolo della RSU è limitato ai minimi storici e mai citata all'interno di questo provvedimento, e gli organi collegiali sembrano più essere chiamati a ratificare od indirizzare determinate scelte che non possono neanche essere evitate, che esprimersi o meno in modo partecipato e libero ed incondizionato sulla progettualità e sul futuro della propria scuola. 
La scuola è una cosa seria, merita rispetto, è luogo della conoscenza, prima di tutto, non dove produrre manodopera con zero diritti, altro che impresa ed altro che Europa aziendalista. Il sistema della scuola lavoro, così come concepito è indifendibile e per questo se ne pretenderà l'abrogazione. Anche perchè la "buona" scuola ha de facto favorito il sistema della privatizzazione della scuola pubblica e non vi è più tanto il rischio di favorire le iscrizioni alle scuole private, questa è una cavolata, ma sono le stesse scuole pubbliche ad essere entrate nel circolo della competizione, delle competenze, contro la conoscenza e la formazione critica. Circolo proprio dello stile aziendalista, che la legge 107 del 2015, indifendibile, favorisce


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Marco Barone