I 500 euro pagati dal Comune di Gorizia ed il patrocinio per la ricerca della Lega nazionale a Roma

A novembre 2015 sottolineavo che con delibera 181 del 9 ottobre 2015, il Comune di Gorizia, sulla base di queste motivazioni “(...) evidenziato come la proposta della Lega Nazionale sia da considerare un’importante iniziativa volta ad ottenere tutte le informazioni possibili in merito alle deportazioni di cittadini goriziani da parte dell’esercito jugoslavo, avvenute nel maggio 1945, a guerra conclusa: i cosiddetti “quaranta giorni” che la città subì, a seguito dell’insediamento del comando partigiano jugoslavo, furono, infatti, contrassegnati da un clima di terrore e di violenza verso chiunque si opponesse, o rappresentasse comunque un ostacolo, all’occupazione titina di Gorizia e del suo territorio”, stanziava per la detta ricerca 500 euro e conferiva altresì il patrocinio
Tra le altre motivazioni della delibera si può leggere che "Ritenuto pertanto che, nell’ottica di valorizzazione del territorio e di sostegno delle associazioni che si impegnano quotidianamente nell’opera di diffusione della cultura e della storia locale e nazionale, il concreto supporto all’iniziativa di cui in oggetto possa rappresentare un’importante attestazione della vitalità storico-culturale goriziana e della sensibilità della comunità locale verso i valori della Patria e verso la ricerca della verità, come anche della concreta volontà da parte dell’Amministrazione comunale di essere“vicina” al mondo del volontariato, rafforzandone al contempo le capacità di organizzazione e gestione degli eventi". Ora uno degli esiti, diciamo così, di questa ricerca è l'incredibile vicenda della non foiba di Rosazzo, che per come gestita da alcuni, ha comportato in via generale, una situazione di una gravità inaudita nei confronti della resistenza e dell'ANPI che ha minato seriamente anche la stessa storia,venendo meno ogni senso di etica e rispetto dei canoni minimi basilari che dovrebbero caratterizzare ogni attività in tal senso.
Gorizia è la città del novecento. Gorizia è città della storia. La storia è una cosa seria, delicata, che merita rispetto. Ma la storia, ultimamente si è prestata alla politica, è diventata politica, vedi il caso della negazione della sala dalla Provincia nel 10 febbraio a resistenza storica.
E la storia, da Gorizia, in questo periodo sta evidenziando una brutta anzi pessima pagina. Sono stati aperti, nel mese di febbraio 2016 gli archivi del così detto armadio della vergogna, oltre 13 mila pagine desecretate, dove emergono anche i nomi dei criminali di guerra nostrani, militari italiani, mai puniti e dove emergono i fatti tremendi accaduti in Jugoslavia come compiuti dalla "brava gente"italiana. Contestualmente a ciò, casualmente, ecco emergere quella che sul sito GIAP del collettivo Wu Ming verrà definita come la "foiba volante del Friuli orientale". E si parlerà per settimane e settimane solo di questa allucinante vicenda  che ha avuto origine proprio da Gorizia. Su cui in tanti siamo intervenuti. In tale post di rilevanza nazionale si è posta una specifica domanda al Comune di Gorizia: "Perché il finanziamento erogato dal Comune di Gorizia è stato assegnato specificatamente a Buttignon e Salimbeni e non ad altri studiosi più titolati, a istituti universitari o ad istituzioni storiche ufficiali, affinché l’indagine storica venisse svolta con criteri di scientificità ed obiettività?" 
A ciò io aggiungerei anche la questione del patrocinio, di conoscere i criteri, le valutazioni, che a dire il vero, vista la scarsa obiettività dal punto di vista storico quando si parla del "clima di terrore e di violenza verso chiunque si opponesse, o rappresentasse comunque un ostacolo, all’occupazione titina di Gorizia e del suo territorio"e vista l'assoluta fiducia riposta nei confronti della Lega Nazionale da parte di questa amministrazione comunale, la risposta pare essere scontata.
Comunque sia, si attendono risposte. E sicuramente la cittadinanza terrà ben conto per il futuro, anche di questo ennesimo atto. 

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