Passa ai contenuti principali

Polo intermodale di Ronchi: è necessario un protocollo di legalità antimafia

Sul sito del Ministero dell'interno sono elencati ben oltre 110 protocolli di legalità antimafia. In Friuli Venezia Giulia, regione ove le mafie esistono da tempo, specialmente nella provincia di Gorizia e monfalconese nello specifico, si segnala quello promosso per prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori del terzo lotto per la Terza corsia della ''A4'' firmato nella Prefettura di Venezia anche dalla presidente della Regione FVG . 
La volontà dei firmatari del Protocollo è quello di assicurare la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità ed alla trasparenza nel settore dei pubblici appalti, interessanti la realizzazione di opere pubbliche, esercitando i poteri di monitoraggio e vigilanza attribuiti dalla legge, anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro ed avrà efficacia fino all’emissione del certificato di collaudo dell’intervento. Sfatato il mito del FVG isola immune dalle mafie, quando si realizzano opere di una certa rilevanza e particolarità che rischiano di attirare il cancro mafioso, è necessario muoversi sin da subito. Il polo intermodale di Ronchi, opera faraonica dal costo complessivo di 17 milioni di euro, può essere a rischio di infiltrazione mafiosa? Nel dubbio se non è stato già fatto è bene che lo si faccia immediatamente. Un protocollo della legalità antimafia per quell'opera pubblica enorme che cambierà il volto anche di parte di Ronchi e dell'economia di questo territorio. Dotarsi di uno scudo antimafia, che possa garantire l'accesso ai cantieri in qualsiasi momento alle forze dell'antimafia, è non lo strumento d'eccellenza certamente per evitare eventuali infiltrazioni, ma sicuramente una forma di controllo e di pressione importante che minerà le cattive intenzioni. Oramai la nostra regione deve fare i conti con le mafie. Piaccia o non piaccia è così.  Sono anni che la DIA segnala le possibili infiltrazioni nella nostra cantieristica, nel sistema degli appalti delle grandi opere. Sono anni che si segnalano in FVG le presenze di tutte le cosche mafiose, siano esse calabresi, siciliane, campane o pugliesi ed anche straniere. Ognuna con un proprio raggio specifico di intervento. Di inchieste giudiziarie ve ne sono state, anche se passate totalmente nel dimenticatoio, di episodi eclatanti anche, pur se rimossi. Penso che sia un buon strumento di prevenzione adottare il protocollo di legalità antimafia coinvolgendo tutti i Comuni, le Prefetture ed Enti competenti in materia, coinvolti ed interessati da certe e date opere pubbliche, a partire dal polo intermodale di Ronchi. Non farlo significherebbe essere miopi, e chi pagherà gli effetti di questa miopia sarà la nostra comunità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

Quel razzismo verso gli slavi mai sparito, saranno le nuove generazioni a demolirlo

Agli italiani piace andare in Croazia a farsi le vacanze. E non è difficile sentir dire questo una volta era "nostro" pensando magari a Lussino, a Pola, a Fiume. O attraversando la costa slovena. Era nostro. Un nostro che si è rivelato un mostro, un mostro che ha partorito e determinato violenze inaudite, impunite. Crimini come quelli compiuti dai nazisti che hanno avuto in diversi casi giusti processi, in Italia mai considerati come crimini, ma presunti, e mai processati. Anzi, sono stati riabilitati i "presunti criminali". In Italia si è verificata l'epurazione al contrario. Sono stati i partigiani ad essere stati espulsi ad esempio dalle forze di polizia, ad essere processati ed incarcerati non i fascisti, almeno quelli che contavano che hanno continuato ad occupare posti chiave nell'Italia repubblicana il cui unisco scopo era colpire il comunismo e per colpire il comunismo il passato divenne un frullato indigesto gettato nel cesso dell'ingiustizia.…

A Pordenone il 14 ottobre manifestazione regionale antifascista

L'ultima grande manifestazione antifascista regionale che si è svolta in Friuli Venezia Giulia è stata in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia. A causa delle celebrazioni dei casapoundisti che avevano puntato su Gorizia per una iniziativa nazionale rivelatasi poi un flop visti i numeri, e vista l'imponente risposta del movimento antifascista del FVG.  Nel corso del tempo il neofascismo e l'estremismo nazionalista, "identitario" ed il razzismo sono dilagati ovunque anche in Friuli Venezia Giulia. Non a livello allarmante, certo, però è innegabile che la situazione sociale e politica favorisce l'affermazione delle peggiori nefandezze delle peggiori "soluzioni" politiche. La banalità del male è questa. Ed anche il FVG non è immune da tutto ciò. Anzi, come la storia ha insegnato è sempre nei luoghi di confine, nelle estremità che si realizzano prima che altrove certi e dati fenomeni "identitari" e razzisti. Il F…