Passa ai contenuti principali

Attenzione a non trasformare i Musei Provinciali di Gorizia in luogo dove collocare i "trombati"dalla politica

Il clientelismo politico è una brutta bestia. I così detti "trombati" della e dalla politica elettorale, spesso trovano riparo in determinati comparti o sotto-comparti della Pubblica Amministrazione.Così come spesso determinati settori, che dovrebbero essere governati da competenze specifiche e conoscenza, diventano luoghi dove la politica tutta esprime il peggio di se stessa collocando, per ragioni di favoritismi clientelari, determinate persone che, per diverse ragioni, non trovano più spazio nella politica "elettorale" e non solo.
Il caso dei Musei Provinciali di Gorizia è da diverse settimane che alimenta il dibattito cittadino. Sembra che solo ora si sia scoperto il "tesoro" di Gorizia e provincia, un tesoro che nel corso del tempo ha conosciuto vere e proprie gravi dimenticanze come quelle che hanno riguardato le raccolte archivistiche e librarie, come denunciato più volte da persone competenti in materia, dedicando invece spazio ai soliti "grandi" e sterili eventi. Ma trattandosi di Musei Provinciali il dibattito deve riguardare tutto il territorio della Provincia di Gorizia e non solo Gorizia. Un patrimonio culturale, storico, di diversi milioni e milioni di euro. Un potentato da governare ed amministrare enorme che non riguarda solo Gorizia, ed è il caso di ribadirlo, ma certamente tutta la sua oramai ex provincia, ora destra e sinistra Isonzo. Musei attualmente gestiti dalla Provincia di Gorizia costituiti da diverse sedi, collezioni permanenti, noti sono i Musei di Borgo Castello che ospitano il Museo della Grande Guerra la collezione archeologica e quella di Storia ed Arte nonché il Museo della Moda e delle Arti Applicate e dal Museo di Palazzo Attems Petzenstein sede della Pinacoteca provinciale e di mostre temporanee. Riconducibili ai Musei Provinciali sono la Fototeca storica, l’Archivio Storico Provinciale e la Biblioteca ospitati a Palazzo Alvarez nonché la partecipazione, unitamente al Comune di Gradisca d'Isonzo e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, alla gestione della Galleria Regionale d'Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d'Isonzo. Il Museo civico di Gorizia nasceva sotto il caduto Impero Austro- Ungarico, nel 1909, nel 1918 i beni del Museo Civico e del Museo provinciale nato nel 1861 vennero riuniti nella sede di Palazzo Attems. Nel 1924, anno in cui Gorizia conferirà la cittadinanza, mai revocata, al dittatore fascista Mussolini, si aprirà al pubblico il museo nazionalista "della Redenzione". 
Tra i diversi quadri lì ospitati non sfugge certamente all'attenzione un quadro di Italico Brass, il quale immortalando un tipico momento di vita nel Campo Santa Margherita di Venezia, raffigura chi con il volto cupo, chi intento a discutere, chi osservare due carabinieri in alta uniforme nel mentre di una piccola folla ipnotizzata dallo spettacolo di burattini. Quello che colpirà sarà oltre che alla stella tricolore con W, un bambino di piccolissima età, sulle spalle del proprio genitore, sventolare due bandierine italiane. Sarà quella la vera calamita dell'opera di Brass. Probabilmente sarà stato l'animo irredentista dell'artista ad imporre a colpi di colori e pennello ciò che lui avrebbe voluto vedere nella Venezia dei primi anni del 1900. Così come altri sono stati gli interventi avvenuti sempre sotto il fascismo come la costituzione di una sezione di arte contemporanea dedicata a Sofronio Pocarini nel 1935 ("italianissimo" che cambiò il suo cognome volontariamente da Pocar a Pocarini),o nel 1939 altre iniziative come l'inaugurazione del Castello restaurato ecc. E dunque ciò forse spiega il perché di una certa attenzione da parte di alcuni politici verso il futuro dei Musei Provinciali di Gorizia, perché racchiudono la storia della Gorizia "italianissima" e per questo guai a spostarli da Gorizia. Comunque si tratta di Musei che raccolgono anche beni e documenti e materiali ed opere di diverse epoche ed ambientazioni con anche reperti che vanno dal Paleolitico all’età medievale provenienti dalle campagne di scavo avviate nel territorio. Ora è naturale il fatto che questo patrimonio non debba essere disperso, e non si capisce perché si dovrebbe sostenere il contrario. Sarebbe masochismo puro. Però la gestione di questi Musei, essendo appunto provinciali, non potranno fare capo solo ed esclusivamente a Gorizia, ma all'intero territorio di riferimento, sinistra e destra Isonzo e questo discorso dovrà valere, per una questione di correttezza, a parer mio, per la proprietà del patrimonio mobiliare museale che andrà condivisa in forma partecipata tra i vari Comuni delle nascenti UTI del basso ed alto Isontino, e/o per la eventuale gestione che ne deriverà, che dovrà essere pubblica, non privata e lontana dalle ingerenze politiche, e governata da competenze e conoscenze e non dalla logica del ripiego clientelare dove collocare i "trombati" dalla politica od i "raccomandati" dalla politica. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Nova Gorica interrompa i rapporti con Gorizia

Non è la prima volta e non sarà forse neanche l'ultima volta che Gorizia e l'Italia dovranno vivere un sabato nero. Ricevere certi nostalgici è un qualcosa di veramente incomprensibile che continua a trovare spazio e legittimazione in una zona di confine come questa che ha conosciuto più che altrove le barbarie compiute soprattutto contro gli sloveni. Non è un caso che anche Gorizia ha avuto il suo Narodni dom. Il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio del Narodni dom,un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, entrarono violentemente nelle sale del Trgovski Dom, gettando in cortile libri, mobili, oggetti, tutto quello che si poteva gettare venne gettato via fino a costituire un mucchio da bruciare. E bruciarono libri, documenti, mobili,oggetti, simboli, bruciarono l'identità slovena, il riscatto sloveno, tra una folla di cittadini che osservava anche applaudendo ed inneggiando Viva l'Italia. E' inaccettabile che nella Repubbli…

Clara Petacci è stata violentata ?

Chi è Clara Petacci? Chi sono i Partigiani? Domande legittime, anzi doverose perchè le nuove generazioni non conoscono la storia, e quando leggi che per molti studenti tedeschi Hitler altro non era che un democratico, allora comprendi che quando si parla di tematiche calde e delicate che hanno segnato la storia del secolo scorso, non si deve mai dare nulla per scontato. Nella serata del 6 luglio 2012 Rai tre,conosciuto come canale di sinistra, oggi io direi sinistra sinistrata, ha trasmesso un programma storico interessante che riguardava la Marcia su Roma, la morte ed i misteri di Mussolini. Il programma era la Grande Storia. Ha voluto conferire una diversa visione della verità storica ufficiale conferendo grande credito a teorie sostenute specialmente dai nostalgici del fascismo. Certo la storia o meglio la verità storica per essere tale non dovrebbe essere politicizzata, ma ciò è a dir poco impossibile visto il funzionamento della società. Ieri sera mi son voluto mettere nei panni di un …

Minoranza linguistica slovena, in Italia si guarda al modello danese?

Se c'è una cosa che andrà ricordata quasi come si ricordava l'Ave Maria è che se il FVG può vantare la sua specialità, il suo essere Regione a Statuto speciale è prevalentemente se non esclusivamente per il suo plurilinguismo. Oramai, è ahimè una constatazione di fatto, la lingua tedesca è parlata in pochissimi casi e realtà, si è fatto poco o nulla per difenderla ed incentivarla, resistono invece lo sloveno ed il friulano, nonostante siano tante le mancanze a partire dal bilinguismo visivo soprattutto violato nei confronti degli sloveni. Su 216 Comuni  in FVG la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". E visto che la minoranza germanica è a rischio di estinzione, l'attenzione deve essere alta.

E' un dato di fatto che in Italia vi è un deficit di democrazia importante, basta guardare le elezioni di marzo 2018, pochi mesi di campagna…