Passa ai contenuti principali

Il caso del Tribunale di Gorizia, è il caso di una città in decadenza

Fino a quando, per lo Stato italiano, vi è stata la questione di Gorizia, intendendosi per tale la difesa dell'italianità della stessa, vi è stata una grande attenzione. Pensiamo alla prima legge della Repubblica italiana fatta proprio per Gorizia. Su iniziativa governativa trasmessa al parlamento il 15 ottobre del 1948, rapidamente verrà approvata la legge, come pubblicata nella G.U. del 23 dicembre 1948 che istituiva la zona franca nella zona di Gorizia. Su 2790 chilometri quadrati a Gorizia ne rimanevano solo 240, su 42 comuni che componevano la originaria provincia ne rimanevano solo 9, per ragioni morali economiche e politiche si proponeva dunque la necessità di porre un rimedio agli effetti devastanti del Trattato di Pace del '47 ed a quella “muraglia” che divideva e dividerà Gorizia in due per tutta la seconda metà del '900. Ed allora si è disposto che il territorio della provincia di Gorizia, compreso tra il confine politico ed i fiumi Vipacco ed Isonzo, e l'area recintata del Cotonificio Triestino, posta sulla sponda destra dell'Isonzo, venivano considerati, fino al 31 dicembre 1957, fuori della linea doganale e costituiti in zona franca. Provvedimento che ha subito diverse modifiche dal 1957 sino al 2007. Dopo il memorandum, di Londra, e soprattutto dopo il Trattato di Osimo, quando i rapporti tra Italia e Jugoslavia si normalizzeranno, verrà meno anche la questione di Gorizia e verranno meno le attenzioni da parte dell'Italia, semplicemente abbandonandola a se stessa. Ed è stata governata, sino ad oggi, come un semplice condominio. Un condominio che ha perso sistematicamente abitanti, pezzi, in decadenza, senza prospettiva futura alcuna. A rischio è la Prefettura di Gorizia, a rischio è il Tribunale di Gorizia,ed a rischio sarà anche la Questura di Gorizia. Questione solo di tempo. Quando si ripete a più riprese che certi e dati luoghi non chiuderanno, questi chiuderanno. La vicenda del punto nascita dovrebbe insegnare tanto in tal senso. In FVG è in corso una riorganizzazione politica e territoriale della regione a dir poco rilevante. Hanno smantellato e frammentato la provincia di Gorizia dividendola in basso ed alto Isontino. Ed a livello macro vi è l'evidente volontà di creare una sorta di Grande Friuli e Grande Trieste. Ciò se da un lato porrà in discussione il nome stesso della Venezia Giulia, che non avrà più ragione di esistere, visto che Gorizia pare essere destinata a finire sotto le fruttuose braccia dell'area metropolitana del futuro di Trieste, dall'altro ciò evidenzia tutta la debolezza del territorio goriziano. Venezia Giulia, nome “creato” sotto il mito di Roma e di Venezia, dal risorgimento, al nazionalismo estremo al fascismo, a cui appartiene Gorizia. Ma se Gorizia perde il Tribunale, perde anche i suoi polmoni. Avere un Tribunale in una città non è solo una questione di buona giustizia, ma anche di autorevolezza che un territorio riesce ad esprimere. Non è vero che il Tribunale di Gorizia o quelli di Trieste sono i più piccoli d'Italia, questa è una falsità. E' vero che possono rientrare nell'elenco tra i più piccoli d'Italia. L'ANM nel 2011 sosteneva che doveva essere in «20 magistrati in organico (tra Procura e tribunale) la dimensione minima assolutamente inderogabile di un ufficio giudiziario». Non è tanto la dimensione di un Tribunale che legittima la forza dello stesso, ma la qualità. In base alle statistiche dello stesso Ministero della Giustizia, sulla questione del civile, come pubblicate nel 2015, se quello di Udine e Trieste rientravano tra i migliori d'Italia, lo stesso non poteva dirsi, in base a quelle statistiche, per Gorizia. Gorizia è in crisi. Se non c'è lavoro, se non circola l'economia, ne risente anche la giustizia. Si perdono posti di lavoro, e lavorano tutti di meno, ivi inclusi gli avvocati e conseguentemente ne risente anche tutto l'indotto correlato alla macchina della giustizia, che è rilevante. 
Non è tanto una questione di grandezza che evidenzia l'importanza di un Tribunale, ma il tessuto sociale ed economico nel quale questo è inserito e se questo è decadente è ovvio che ne risente anche il sistema della giustizia. Se non si comprende che a Gorizia esiste una questione territoriale che riguarda tutto il territorio della sua provincia, e se non si adottano misure straordinarie, similmente a quelle adottate nel 1948, questo territorio è destinato a finire nel bene o nel male sotto la gestione della Grande Trieste che verrà. Per alcuni aspetti può essere una cosa positiva, perché il sistema a Trieste funziona, per altri aspetti non lo è, perché evidenzia la pochezza e la scarsa autorevolezza della politica che non ha saputo difendere, su tutti i livelli, e neanche rivendicare l'importanza di questo importante, un tempo per l'Italia, territorio. Dunque il fatto che Gorizia venga declassificata da città a paesone, diventando una banale periferia dell'area metropolitana di Trieste è elevato. Il caso del Tribunale è il caso di un sistema goriziano in fase di decadenza, e non basta la buona volontà di chi opera nella giustizia, per salvare ciò che pare essere destinato inevitabilmente alla chiusura. E' necessario fare sistema, unire le migliori risorse del territorio, rompere bruscamente i rapporti con la vecchia cerchia politica del passato, e cambiare radicalmente strada. Ora o mai più è necessaria una vera alternativa per l'Isontino.


Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Scuola: tra ponti ed elezioni in FVG nel 2018 una vacanza al mese

Le elezioni politiche saranno il 4 marzo, mentre in Friuli Venezia Giulia si dovrebbe votare per il rinnovo del Consiglio Regionale nei primi di maggio 2018.

Non male e non poteva andare meglio.

Dall'epifania fino alla fine dell'anno scolastico in Friuli Venezia Giulia praticamente ci sarà una mini vacanza al mese. Le vacanze di carnevale dal 12 al 14 febbraio, le vacanze di pasqua dal 29 marzo al 3 aprile, le elezioni politiche che interesseranno gran parte delle nostre scuole di marzo, poi il ponte di fine aprile per il primo maggio, e la settimana successiva la votazione per le regionali. Ovviamente tutti questi giorni verranno computati ai fini della validità dell'anno scolastico.
Marco Barone