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"dio è morto" per le strade di Gorizia


E cammini nella prima serata della vigilia di natale per le strade di Gorizia.
Attraversi il triangolo visionario, immaginario smarrendoti nel tempo che più non esiste, tra l'austriacante via del Rastello, nel vuoto di Corso Italia, e lì ove un vaso di fiori dormienti unisce ciò che per anni ha diviso Oriente ed Occidente con il muro di Gorizia, la meravigliosa e decadente piazza della Transalpina.

Ed ascolti " Ho visto la gente della mia età andare via lungo le strade che non portano mai a niente" e cammini per Gorizia nel fascino della desertificazione sociale. E pensi ad " una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un dio che è morto" per le strade di Gorizia anche nella vigilia di questo natale, nel peggior anno di questo inizio del terzo millennio.

Ma la speranza non è morta e questa arriverà anche nelle strade di Gorizia, nella destra e sinistra Isonzo, perché il lato bello, affascinante, sorprendente e splendente ed umano dell'isontino c'è e ci sarà sempre, nonostante tutto. 

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Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


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