Questa volta in Europa non sarà veramente nulla come prima



Lì dove non sono riusciti i maledetti atti di guerra terroristica di Madrid, Londra, e Bruxelles Copenaghen e Parigi con Chalie Hebdo, probabilmente riuscirà la notte del 13 novembre 2015 con quello che in rete è diventato il #ParisAttacks. L'immagine simbolica di questa strage, in piena Europa, è sicuramente quella che vede migliaia di tifosi correre sul campo di calcio, per trovare lì protezione. Probabilmente in Europa nulla sarà realmente come prima.  Ogni atto ha una causa, una reazione, non mi interessa in questo momento dire o scrivere cose che potrebbero essere scontate per molti, come il fatto che il mostro che ha ucciso a Parigi è figlio delle guerre umanitarie occidentali. O che le politiche razziste, di xenofobia, di estremo nazionalismo ora cresceranno e forse avranno maggiore consenso, perché l'odio aumenta, e l'odio mina ogni buon senso e ragione, e che le prime vittime dell'effetto a catena che verrà saranno i migranti in marcia sulla rotta balcanica. No. Così come non dirò che ancora una volta è emerso il pieno fallimento delle misure di sicurezza preventive e di repressione o che simili stragi accadono già da tempo in diversi paesi del Medio Oriente, e che per ovvi motivi, in un contesto di apatia ed indifferenza sistemica, non turbano le nostre coscienze, o che mai ho sentito dire che si stratta di atti contro l'umanità, di barbarie contro l'umanità in modo così unanime. No. Ciò poco importa. Perché qui siamo a casa nostra, perché gli europei sono europei, perché il mondo funziona così e difficilmente sarà possibile una nuova umanità e società. Anzi. Quello che ci si deve aspettare, forse mi sbaglierò, ma le reazioni a caldo sembrano volere ciò, è una lunga militarizzazione della nostra Europa, del ritorno delle frontiere chiuse o controllate ad oltranza, del ritorno del nazionalismo pieno, di consistenti limitazioni di libertà, perché se anche lo slogan sarà, non abbiamo paura, in realtà tutti abbiamo paura, ed il fatto che sia stato annunciato che dopo Parigi, ci sarà anche Roma, vera o falsa che sia questa notizia, od anche Londra ed altre Capitali, lascia intendere che, come era prevedibile, sarà un periodo lungo di una nuova guerra, perché, alla fine, in guerra ci siamo ed in guerra le misure eccezionali diventano normali. La notte del 13 novembre di Parigi rischia di essere il peggior incubo per il mai compiuto sogno europeo, ed il tutto, tristemente accade proprio nel corso di quel centenario che è stata la grande guerra, la grande carneficina, governata da estremi nazionalismi, che poi porterà alla seconda guerra mondiale ed a tutto quello che vi è stato nel bel mezzo di queste guerre, fascismi, nazismi, ed anche dopo con i muri ed i blocchi. Insomma non solo Parigi sotto attacco, ma sotto attacco  è anche l'ideale mai compiuto di  Europa, di libertà, uguaglianza e fraternità e questi ideali non li si difendono con eserciti o guerre, con fili spinati o muri, ma con la forza della ragione, del buon senso, con una prospettiva diversa di società, con la forza della cultura, della tolleranza, dell'integrazione, del multiculturalismo, della laicità. Muri porteranno altri muri, violenza porterà altra violenza, guerra porterà altra guerra.

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