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In Italia il 28,3% della popolazione a rischio povertà, in FVG il 16%, nel SUD il 45%

Nel 2014 si attesta al 28,3% la stima delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale residenti in Italia, secondo la definizione adottata nell’ambito della strategia Europa 2020. E tale strategia avrebbe lo scopo, entro il 2020, di avere almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno. L'Istat nel suo ultimo studio pubblicato il 23 novembre 2015 evidenzia che nel 2014 le persone a rischio di povertà sono stimate pari al 19,4%, quelle che vivono in famiglie gravemente deprivate l’11,6%, mentre le persone appartenenti a famiglie dove l’intensità lavorativa è bassa rappresentano il 12,1%.Nel 2013, si stima che la metà delle famiglie residenti in Italia abbia percepito un reddito netto non superiore a 24.310 euro l’anno (circa 2.026 euro al mese); questo valore scende a 20.188 euro nel Mezzogiorno (circa 1.682 euro mensili). 

Il valore italiano è inferiore a quelli di Romania (40,2%), Bulgaria (40,1%), Grecia (36,0%), Lettonia (32,7%), Ungheria (31,1%); ad eccezione di Romania e Grecia, tutti questi Paesi mostrano evidenti segnali di miglioramento rispetto all’anno precedente. 
La Spagna (29,2%), che insieme a Croazia e Portogallo si attesta su valori molto simili a quello italiano, registra invece un ulteriore peggioramento, mentre il livello rimane stabile negli altri due Paesi. In FVG sono il 16 % circa a rischio di povertà . Ma la vera tragedia si registra nel nostro Sud, ove persevera la oltre centenaria questione meridionale. Infatti, quasi la metà dei residenti nel Sud e nelle Isole (45,6%) è a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 22,1% del Centro e il 17,9% di chi vive al Nord. In tutte le regioni del Mezzogiorno i livelli sono superiori alla media nazionale, viceversa i valori più contenuti si riscontrano in Trentino-Alto Adige (11,7%, 9,7% nella provincia autonoma di Bolzano), Friuli-Venezia Giulia (16,3%) e Veneto (16,9%). Ed il sistema strutturale delle diseguaglianze, mai affrontato con decisione in Italia, continua ad incrementare. Il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta solo il 7,7%.

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