Passa ai contenuti principali

Replica alle accuse infamanti del Presidente della Lega Nazionale di Gorizia


Sorge il dubbio che alcuni audaci difensori dell'italianità abbiano qualche difficoltà nella comprensione di testi scritti rigorosamente in italiano. Non sono uno di quelli che, pur avendone gli strumenti, pensa che la storia si debba scrivere nelle aule dei Tribunali. Ho sempre accettato il dialogo a distanza aspro, critico, ma a tutto vi è un limite. Essere accusato di aver detto o peggio ancora scritto cose che mai ho detto e scritto sono di una gravità assoluta quando soprattutto si coinvolgono realtà terze.
Nell'intervento che è stato pubblicato dal Piccolo, come lettera del giorno, qualche settimana addietro, in merito alla vicenda dell'attentato al tempio del Parco della Rimembranza di Gorizia progettato da Enrico del Debbio, distrutto il 12 agosto del 1944, ho semplicemente evidenziato le diverse sfumature che emergono in rete, su alcuni siti di una certa rilevanza, e mai e ribadisco mai ho incolpato “i partigiani del CLN per l'attacco bombarolo al monumento ai caduti, scagionando i cetnici”. Tale accusa che mi è stata mossa è diffamatoria. Ho invece, evidenziato, e nel testo era chiaro, che condividevo quanto scritto in passato dal Piccolo, ovvero che si è trattata “ di una rappresaglia dei domobranci contro la popolazione italiana di Gorizia. I domobranci erano soldati sloveni alleati dei Tedeschi che all’epoca occupavano Gorizia". E ricordavo che la rappresaglia riguardava l'attentato avvenuto al teatro Verdi contro i domobranci, del 5 agosto, si dice provocato da fascisti, e questa sarebbe stata la vicenda del 12 agosto del '44, avvenuta intorno alle 3 e 20,ma anche che i domobranci presenti a Gorizia , vennero addestrati da Kurt Franz membro delle Waffen-SS e li guidò anche in operazioni anti-partigiane. Non si capisce poi quale maschera dovrei aver gettato. Sono sempre stato coerente in tutto quello che ho fatto e scritto. Sono note le mie posizioni in ordine alla questione di Gorizia sino al Trattato di Pace del '47, quando la nostra Costituzione ancora non esisteva. E per il bene di Gorizia, visto come le cose oggi vanno, dire e scrivere che forse sarebbe stato giusto assegnarla alla Jugoslavia, ragionando con i fatti di quel tempo e riconducendo le valutazioni a quel tempo, non ha nulla a che vedere con l'attualità e con la violazione della nostra importante Costituzione. Ho sempre difeso, tramite l'associazione di cui faccio parte, l'ANPI, la nostra Costituzione, entrata in vigore nel 1948 ed i principi fondamentali della nostra Carta, spesso inattuati, sono anche l'espressione della resistenza e di quella unità, fratellanza, solidarietà che italiani e sloveni hanno ritrovato, dopo l'avvento di istanze reazionarie post-risorgimentali prima e del fascismo poi che hanno considerato, ad esempio, i nostri vicini di casa come schiavi, barbari o di una razza inferiore. Anzi, sapere ancora oggi dell'esistenza di gruppi variegati anche politici, che magari organizzano iniziative nelle scuole, che, per ragioni politiche, storiche, ed ottocentesche, possono seminare convinzioni e sentimenti finalizzati a legittimare il “ritorno” nelle terre "contese"per il nuovo risorgimento italiano, falsificando la storia tramite un becero revisionismo è un qualcosa di una gravità inaudita, ed è di questo che ci si dovrebbe seriamente anche preoccupare. Mi si dica quando mai ho messo in discussione l'appartenenza all'Italia di Gorizia in merito al dopo '47, ed è di una gravità inaudita essere tacciato di odio nei confronti di tutto quello che è italiano, quando è grazie soprattutto al sangue dei miei conterranei che il 9 agosto del 1916 è avvenuta la prima piena presa di Gorizia. Meridionali che hanno combattuto per una città di cui non conoscevano neanche l'esistenza ma che hanno dato la propria vita, perché costretti, per Gorizia e Trieste in primo luogo. E nei confronti di costoro nutro un grande rispetto. Rispetto che non ho e mai potrò avere, invece, nei confronti di chi ha strumentalizzato quelle atroci morti per fini nazionalistici e reazionari o nei confronti di chi si nasconde dietro la maschera dell'italiano “brava gente” ed ancora oggi nega le responsabilità italiane come compiute nei confronti degli sloveni, ad esempio, ma non solo. Il miglior modo di essere italiano è fare assumere a questo Paese le sue responsabilità,in merito ai crimini di guerra compiuti, e mai puniti. E poi, bisognerebbe capire cosa significhi essere italiano. Questo perché non esiste una sola Italia, ma mille e più Italia, tante quanto sono almeno i nostri Comuni. Paese frammentato, unito con la forza della guerra, un Paese senza una vera anima unitaria. Giovanni Pascoli, nel suo discorso nazionalistico dal titolo " La grande proletaria si è mossa" così scriveva : "nel sacro cinquantennario voi avete provato, ciò che era voto de' nostri grandi che non speravano si avesse da avverare in così breve tempo, voi avete provato che sono fatti anche gl'italiani",ebbene, vista l'Italia di oggi, si sbagliava.

Marco Barone


Commenti

Post popolari in questo blog

Quattro studentesse dell'Università di Padova in Egitto per una tesi. Era proprio indispensabile?

Circola in rete la notizia che  quattro ragazze Unipd vanno  “alla conquista” dell’Egitto, per lavorare alla loro tesi di laurea e frequentano il corso di Progettazione e gestione del turismo culturale, Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Padova. Si legge  con grande enfasi che  "La loro tesi si è concentrata sulla riprogettazione e sul riallestimento della Sala dei Cimeli nel Sacrario militare italiano. Il Sacrario è un edificio costruito per commemorare i caduti italiani durante le battaglie di El-Alamain, che si sono svolte nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale."
Ora, non so se vi sono già state altre iniziative del genere da quando è stato assassinato Giulio Regeni, quello che so è che  il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto, ha dedicato la giornata dell'inaugurazione del 794° anno accademico a Giulio Regeni con queste parole "Voglio inoltre ricordare in questa occasione con affetto e dolore Giulio Regeni, il g…

Quella sera a Ruda... e Giulio ci ha fatto conoscere il dolore degli altri

Una miscela di emozioni, di sentimenti. E' stato definito come il pellegrinaggio per la verità e giustizia per Giulio. Sempre costantemente in movimento Paola e Claudio ed ovunque vengono accolti, abbracciati, incontrano l'affetto dell'Italia vera, quella che non ha accettato e mai potrà accettare l'ignobile compromesso che ha portato al cambio di rotta repentino segnato dalla politica di Roma, mai tanto distante quanto ora dalla via della verità e giustizia per Giulio. La politica ha intrapreso la via della normalizzazione dei rapporti, neanche due anni son trascorsi. E son bastati per ritornare amici come prima se non più di prima. D'altronde, lo scrivono in tutte le lingue, Italia ed Egitto sono in rapporto amichevole da 2000 anni. Come a dire, vuoi che 2000 anni di storia vengano compromessi da Giulio?  Non da Giulio, ma da chi ne ha cagionato la morte, da chi ha determinato depistaggi, sviamenti, distrazioni, da chi ha cercato di auto-assolversi, passando in …

Quando venne soppressa la provincia di Gorizia perchè troppo slava e l'italianizzazione dei cognomi a Ronchi

Il libro il " fascismo di Confine" di Degrassi, pubblicato in collaborazione con il Comune di Ronchi, offre dei dati storici interessanti. Principalmente incentrato sulle vicende complessive del Confine Orientale e della Venezia Giulia, si addentra anche su come il fascismo ha condizionato e stravolto la vita soprattutto a Ronchi passata dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste, a cui vi rimarrà fino al '47, per poi ritornare a quella di Gorizia successivamente fino all'attualità che la vede nell'UTI Carso Isonzo Adriatico.

Le elezioni del 1921 segnarono l'inizio della fine della provincia di Gorizia come determinatesi dopo la fine della grande guerra. In quel collegio vi erano 117 mila abitanti di lingua italiana, 193 mila di lingua slovena, pari al 60%, circa 4 mila di lingua tedesca e circa 5 mila di altre lingue . Dunque era una provincia a forte connotazione slovena. La batosta che verrà subita a livello elettorale dal primo blocco fascista, dove no…