Passa ai contenuti principali

Le caserme dismesse ed i profughi in FVG

Nei primi mesi del 2015 Legambiente aveva pubblicato un rapporto interessante sullo stato delle Caserme militari in FVG. Circa ben 400 beni demaniali inutilizzati e abbandonati al degrado, si parlava di vecchie caserme, polveriere, poligoni, postazioni dei battaglioni d'arresto, alloggi per i militari. Rilevando che tutto questo attende una riconversione anche in linea le indicazioni europee per lo stop entro il 2050. Circa 200 siti dismessi risulterebbero essere stati venduti o trasferiti al competente Ministero della Difesa ecc, eppure il vuoto continua a dominare in una regione diventata per anni fortezza difensiva militare italiana. Ora, la così detta rotta balcanica, che coinvolge migliaia di migliaia di persone è in evoluzione. La Slovenia implode, gestisce la partita con misure di ordine pubblico, militare e non prevalentemente umanitario. Discorso similare per gli altri Paesi interessati. Tutti non vedono l'ora di sbarazzarsi di queste persone, tutti non vedono l'ora che queste persone giungano in Germania e tutti incrociano le dita sul fatto che l'Austria, su impulso della Germania, non chiuda le sue porte. Il FVG verrà coinvolto da tale situazione? Probabile. E si deve preparare, anche perché la situazione nei Paesi interessati da atti di guerra non è mica stabile, anzi. Si prospetta un lungo inverno di tensione, e le persone che a piedi o via mare giungeranno nell'Europa di questo nuovo secolo, dovranno pur avere un minimo di accoglienza dignitosa ed umanitaria. Bisogna loro dare la possibilità di viverlo anche quel sogno europeo che inseguono. E tutti devono dare il loro contributo, senza elevare muri, che tanto sono destinati al crollo. Certo, non è da escludere che in alcune zone dell'Est Europa la situazione precipiti totalmente, con il ritorno pieno di realtà reazionarie, neofasciste, ultra-nazionaliste che condizioneranno l'operato dei Governi. Il FVG non può e non deve sentirsi immune. Deve prepararsi e trasformare la rotta balcanica in una grande opportunità e non in un problema. La riapertura eventuale delle caserme per l'accoglimento dei profughi potrebbe essere una soluzione provvisoria, purché non siano destinate a diventare nuovi lager, o campi moderni di raccolta. Ciò non deve accadere, così come si deve evitare la ghettizzazione.  E' necessario lavorare e cooperare per una integrazione, per l'edificazione di un ponte e non di muri e recinti. Il FVG potrebbe essere il ponte per la nuova Europa,  potrebbe essere la casa per tante di queste persone, ma potrebbe anche diventare l'opposto. Ed il tutto, piaccia o non piaccia, lo si deciderà nelle settimane che verranno. 

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

Per essere un Paese migliore si deve chiedere scusa,ed alcune date di Gorizia da non dimenticare

Quanto è difficile chiedere scusa, eppure chiedere scusa è il primo passo necessario non tanto per ricominciare, ma per avviare un percorso diverso, più onesto, più eticamente e moralmente corretto. Il Papa, ad esempio, qualche passo tenue nei confronti degli omosessuali lo sta facendo, Obama si è recato ad Hiroshima, gesto importante, ma non ha osato chiedere scusa per quel crimine immenso compiuto contro inermi civili. Tante barbarie nel corso della storia sono state compiute in nome e per conto dell'Italia. Dalla “piemontesizzazione del Sud”, ai massacri della prima guerra mondiale, al regime fascista, alle violenze e crimini compiuti nelle terre occupate, in Africa, Albania, Grecia, in Jugoslavia. Mai scusa si è chiesto per ciò. Eppure basterebbe poco, chiedere scusa per restituire dignità all'Italia, il cui nome è stato usurpato dalle peggiori nefandezze. Il problema è che quando pretendi ciò ti etichettano spesso come anti-italiano. A parer mio il peggior modo di essere…