Passa ai contenuti principali

Gorizia, una triste ed indimenticabile giornata

Stamani, 14 ottobre, siamo stati ricevuti dal Prefetto, era presente anche il Questore di Gorizia. Dopo il primo incontro del 9 ottobre, che è stato determinante per dare una mera accelerazione alla questione non accoglienza dei richiedenti asilo, un centinaio che da mesi dormono per strada, è stato comunicato che 44 avranno da subito un tetto. Si è messa in moto la macchina e nella prossima settimana verranno trovate soluzioni concrete per gli altri richiedenti asilo. In concomitanza con tale incontro si è verificata l'emergenza sulle rive del fiume. 
Eravamo in Prefettura ed arriva la telefonata " aiutateci siamo in difficoltà, fate qualcosa". In tempo reale verranno chiamati dal Questore i soccorsi, che hanno supportato i volontari che erano già giunti sul posto. Perché a causa del pessimo tempo la situazione era diventata pericolosissima per i richiedenti asilo che si trovavano lì accampati ecc.
Si è sollecitata la Provincia affinché aprisse una delle sue strutture per dare un tetto in via provvisoria a queste persone. Ma la partita a ping pong continua e nel mezzo i richiedenti asilo, diventati una rete che divide Gorizia. E' stato addirittura, in via di esasperazione, contattato anche il Vaticano, da una delle volontarie, affinché le chiese letteralmente aprissero i propri locali ai richiedenti asilo, almeno per questi giorni di pioggia. Ma a parte l'aver ascoltato al telefono, a quanto pare, un canonico Ave Maria, nulla si è per ora mosso. Ad oggi si deve constatare che il muro alzato dal Comune, l'ambiguità della Provincia, l'assenza della Regione, il non aiuto da parte di quasi tutti i Comuni della provincia di Gorizia, sono stati devastanti e se in questa giornata non si è realizzata l'ennesima tragedia, lo si deve al pronto intervento dei volontari e di chi era lì presente oltre che da parte dei soccorsi che sono intervenuti appena contattati. Siamo in una situazione degradante, triste a livello umano.E la cosa che fa più rabbia è l'ipocrisia e la demagogia di alcune soggettività che esprimono tante belle parole sulla questione immigrazione, ma poi, salvo qualche rara eccezione, non alzano concretamente un dito per affrontare con coerenza il tutto. Gorizia sta mostrando il suo lato peggiore. Si è preso positivamente atto del mutamento di indirizzo della principale articolazione dello Stato sul nostro territorio, che si è attivata, dopo l'incontro del 9 ottobre partito dal basso, per concretizzare in tempi rapidi una soluzione dignitosa. Almeno in questa notte molti di loro avranno un tetto, certo è a Gradisca, certo è nella stessa struttura del CARA, ma così è. Tra le altre cose apprese in Prefettura è che il 9 ottobre è avvenuto uno dei primi ricollocamenti dei profughi, accaduti in Italia, con partenza dall'aeroporto di Ronchi.
Comunque sia, la manifestazione del 15 ottobre è stata confermata, con concentramento e presidio in Piazza Vittoria di Gorizia, simbolo della città, alle ore 16.00. Per dire non al razzismo, no ai muri della non accoglienza, no al degrado sociale provocato da chi sostiene politiche non conformi alla nostra Costituzione nata dall'antifascismo, sì al rispetto pieno dei diritti umani.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Il Confine una fiction da no comment e quella mescolanza tra Udine e Trieste e Gorizia

Fiction significa finzione, nella cinematografia e in televisione, come evidenzia la Treccani, è il genere di film a soggetto, che si contrappone per es. a quello dei documentarî e, negli sceneggiati televisivi, quello che si basa su intrecci romanzati.

Eppure la fiction il Confine che avrebbe avuto una media di poco superiore a 3 milioni di spettatori ambientata soprattutto in FVG sembrava, per i colori, per la regia, per i dialoghi, le musiche e l'ambientazione complessiva una fiction pseudo documentaria alla Piero o Alberto Angela che altro.

Ma non era questo l'intento. Una storia profondamente banale, dal finale scontato e altrettanto banale, che non è riuscita a trasmettere la complessità della guerra, l'atrocità della stessa,  la sensazione che si è avuta è che l'approccio sia stato più da soap opera spagnola, ma che per una parte del pubblico pare essere stata apprezzata. Forse è meglio un no comment. D'altronde la qualità della nostra televisione non par…

Cent'anni d'Italia in FVG non fanno rima con bellezza

E sono cento. Ancora un niente rispetto all'esperienza asburgica e via scivolando in quel passato che ha connotato questa fetta d'Europa. Cent'anni d'Italia son bastati per stravolgere la fisionomia di questo territorio, stravolgere le identità culturali, linguistiche. Con l'avvento dell'Italia qui si ricorda più ciò che è stato distrutto, compromesso che ciò che è stato costruito, edificato, in segno propositivo. Andando a guardare le questione delle opere, la bellezza dei luoghi che vogliono Trieste come la piccola Vienna d'Italia, Gorizia come la Nizza d'Austria e Udine in armonia con l'eleganza di un tempo che non esiste più, in quella nostalgia diventata poesia ma anche pericolosa illusione è dovuta esclusivamente a quel passato che con l'avvento del Regno d'Italia è stato effettivamente annientato. Se pensi all'Italia a quali opere pensi? Al faro della Vittoria? Alla scalinata di cemento che ha conquistato il Carso di Redipuglia, …