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Gorizia e questione rifugiati:gli animi sono già esasperati ed il Comune è assente



Scrive l'assessore comunale di Gorizia Del Sordi, in merito alla questione profughi di Gorizia che “L’Unione europea non c’è. Lo Stato non c’è. La Regione non c’è. La Provincia non c’è”. Dimentica, a quanto pare, il Comune. Soprattutto il Comune è assente. Nello Statuto della città di Gorizia, nella premessa, si legge che questa è “Città di frontiera, fin dai secoli remoti teatro di guerre e di invasioni, ma anche luogo di serena convivenza delle popolazioni locali, e proprio perciò protesa a ricercare, nella pace, l'incontro dei popoli contermini e a valorizzare la peculiarità della propria cultura, arricchita dalla varietà delle proprie componenti”. E tra i suoi articoli fondamentali si legge anche che “ (…) il comune favorisce lo sviluppo economico e sociale in ogni settore di propria competenza finalizzandolo all'affermazione dei valori umani ed al soddisfacimento dei bisogni collettivi la tutela, nell'ambito delle proprie competenze, del diritto alla salute dei singoli e della comunità, attraverso un efficace servizio di prevenzione, di assistenza sociosanitaria e di salvaguardia della salubrità dell'ambiente”. L'articolo 3 della nostra Costituzione, ricorda la Corte Costituzionale, “ se è vero che si riferisce espressamente ai soli cittadini, è anche certo che il principio di eguaglianza vale pure per lo straniero quando trattasi di rispettare quei diritti fondamentali», cioè quei «diritti inviolabili dell'uomo, garantiti allo straniero anche in conformità dell'ordinamento internazionale» (così Corte cost. sent. 19-26 giugno 1969, n. 104). E l'articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali della UE afferma che " La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata", carta che ha ricevuto lo stesso valore giuridico vincolante dei trattati, a partire dal 2009. L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini. Il diritto primario, così come le fonti secondarie a determinate condizioni, sono caratterizzati da diretta applicabilità ed effetto diretto all'interno dell'ordinamento nazionale. Cosa ha fatto il Comune di Gorizia per garantire il rispetto degli articoli 1,3,6,20,21,34,35 della citata Carta? Una importante sentenza della Corte di Giustizia Europea del 27 febbraio 2014 afferma che "per quanto riguarda, in primo luogo, il momento dal quale gli Stati membri sono tenuti a fornire le condizioni materiali di accoglienza, va rilevato che la Corte ha già precisato che, per quanto concerne il periodo durante il quale le condizioni materiali di accoglienza devono essere riconosciute ai richiedenti asilo, tale periodo comincia nel momento in cui questi richiedenti presentano la loro domanda di asilo. Infatti, dallo stesso dettato dell’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2003/9 emerge che i richiedenti asilo devono aver accesso alle condizioni materiali d’accoglienza – che esse siano fornite in natura o in forma di sussidi economici – nel momento in cui presentano la domanda di asilo". Ora, il recentissimo Decreto legislativo 18 agosto 2015, n.142 attuativo della direttiva comunitaria 2013/33/UE e 2013/32/UE, entrato in vigore dal 30 settembre 2015, prevede che nel caso in cui è temporaneamente esaurita la disponibilità di posti all'interno delle strutture di prima accoglienza a causa di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti, l’accoglienza può essere disposta dal prefetto, sentito il Dipartimento per le libertà civili e immigrazione del Ministero dell’interno, in strutture temporanee, appositamente allestite, previa valutazione delle condizioni di salute del richiedente, anche al fine di accertare la sussistenza di esigenze particolari di accoglienza. Questo è il caso di Gorizia.Il Comune ben avrebbe potuto disporre misure di accoglienza, gestendo direttamente tale situazione temporanea, diventando il referente in materia. Conferendo un bellissimo esempio umanitario, anche alla luce della difficile storia di questa città. Ma ha preferito la via della latitanza ed il risultato è che oltre 100 persone richiedenti asilo ecc, si trovano da mesi nel bel mezzo della strada con tutte le conseguenze del caso. E se gli animi sono oggi esasperati le responsabilità, politiche e non solo, non possono certamente essere imputabili a chi giorno dopo giorno lotta per l'accoglienza, ma a chi nulla ha fatto per garantirla, ed anziché urlare la propria indignazione per una legittima protesta di chi non ne può più di vivere in condizioni indegne, ed a rischio anche della propria incolumità, o minacciare possibili sgomberi, farebbero bene certe persone che hanno responsabilità di governo cittadino forse a farsi un grande esame di coscienza e sono certo che i goriziani hanno ben capito di chi sono le responsabilità della situazione come oggi ancora sussistente.

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