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Gorizia caso nazionale della cattiva accoglienza. Interviene Medici Senza Frontiere



Missione Italia è stata aperta da Medici senza Frontiere alla fine degli anni '90 prestando aiuto e soccorso alle persone in difficoltà anche nel nostro disastrato Paese. Si ricordano i casi di Lampedusa, di Pozzallo, la tendopoli Tiburtina a Roma, la valutazione dei bisogni medico-umanitari a Ventimiglia. Ed ora, a quanto pare, sarà il turno di Gorizia. La causa? Una politica scellerata, indegna, incivile, che ha comportato come effetto il far rimanere per strada, per mesi, centinaia di richiedenti asilo. Ed ora è che è arrivato l'autunno, con le piogge, la situazione è drammatica. Richiedenti asilo che hanno subito vigliaccate di ogni tipo a Gorizia, azioni di disturbo, insulti, offese, sono state segnalati anche lanci di bottiglie di vetro contro di loro e qualcuno ha anche segnalato che una sera di fine estate, nella zona ove loro dormono, sono stati uditi colpi di pistola di scacciacani. Ma cani da scacciare a Gorizia non ve ne sono. Ed il Sindaco destro di Gorizia cosa propone come soluzione? Sulla sua pagina Facebook del 12 ottobre scrive” Non esiste nel modo più assoluto che a Gorizia si apra un'altra tendopoli che, com'è già successo, non farebbe che accrescere l'arrivo di altri richiedenti asilo nella nostra città. I profughi che vivono all'aperto devono essere ricoverati in strutture adeguate fuori da Goriza. Vanno portati via e basta. Non esistono altre soluzione”.( ndr gli errori di battitura ecc sono quelli originali come riportati nel post del Sindaco)

E no. Esistono altre soluzioni. Anzi, la soluzione.  E si chiama accoglienza obbligatoria. E poi cosa si deve pretendere visto che a Gorizia vi è la commissione territoriale? Già è stata depotenziata rispetto al passato occupandosi attualmente delle sole istanze che riguardano il FVG, forse la vogliono chiudere? Intanto, fino a quando esiste è più che ovvio che proprio Gorizia debba essere pronta a convivere con certe ovvie ed inevitabili situazioni. E di strutture vuote ve ne sono tantissime. Ma manca la volontà politica. Il vuoto degli spazi, ed il vuoto della politica governativa sono il sintomo del malessere di questa società, falsa, meschina, egoista. Regione e Comune non hanno mosso un dito per risolvere un problema figlio della politica di non accoglienza. La Provincia è attualmente assente. La Prefettura, probabilmente, anche alla luce di quanto accaduto il 9 ottobre quando i richiedenti asilo hanno semplicemente chiesto un tetto recandosi in Prefettura, e viste anche le novità normative come in vigore da fine settembre 2015, probabilmente gestirà la cosa diversamente. Chi deve andare via da Gorizia è la politica della non accoglienza. E la situazione come oggi sussistente è dovuta proprio a ciò. Certo, è innegabile che la quasi totalità dei Comuni della Provincia di Gorizia non hanno mosso un dito per risolvere tale questione, ma deve essere Gorizia, essendo anche capoluogo di provincia e città che ospita la commissione territoriale, a dare l'esempio e ad oggi l'esempio che ha dato è negativo. "Medici senza frontiere ha toccato con mano la realtà goriziana e ha già specificato che la additerà come caso nazionale emblema della cattiva accoglienza" Questo quanto emerso sulla stampa. Ed è assolutamente vero. Gorizia vivrà una situazione da terzo mondo? Questo terzo mondo non è stato causato dai richiedenti asilo ma da chi nulla ha fatto per gestire la cosa in modo umano ed umanitario non ottemperando obblighi giuridici in materia. Persone fuggite da guerre, e che si trovano a vivere, o meglio sopravvivere in una città, senza neanche avere più coperte. I volontari hanno colmato le lacune, gravi, delle Istituzioni. Ma così avanti non si può più andare.  Sarà Medici senza Frontiere a creare un ponte temporaneo per una politica dell'accoglienza sostenibile e strutturale a Gorizia? Sì. E Gorizia è diventata, sua malgrado, l'esempio della cattiva, anzi pessima accoglienza in Italia. E la colpa è di chi nulla ha fatto, pur avendo responsabilità governative, per affrontare la questione con senso civico, e manifestando rispetto per i diritti umani. Si può ben scrivere che da oggi esiste la questione di Gorizia. 

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