Passa ai contenuti principali

E l'esercito di profughi marciava per il sogno europeo

Una vera e tremenda strage. Sono più di 3.117 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo da inizio anno ad oggi. Si è già detto e scritto tanto in materia, e tanto ancora si continuerà a scrivere. Fiumi di parole. Sul portale del Parlamento europeo si legge che i grandi nomi del cinema europeo si uniscono per chiedere interventi risolutivi in materia. Cioè la stessa Europa che si auto-sollecita. E quando leggi, cosa ha fatto l'Europa? Ecco la risposta: "Una risoluzione del dicembre 2014, con la quale i deputati hanno chiesto un approccio globale dell'UE in materia di migrazione e un maggiore sforzo per prevenire la tragedia umana nel Mediterraneo.Poi, più tardi, nel mese di aprile, i deputati hanno chiesto in una risoluzione una quota vincolante per la distribuzione dei richiedenti asilo tra tutti i paesi dell'Unione europea, maggiori risorse per i programmi di reinsediamento, una migliore cooperazione con i paesi terzi e misure più severe contro i trafficanti di esseri umani. Inoltre, nel mese di luglio il Parlamento ha approvato un budget speciale di 69.600.000 euro per sostenere le agenzie europee come Frontex. Mentre il 10 settembre i deputati hanno sostenuto il meccanismo di emergenza vincolante per trasferire un totale iniziale di 40.000 richiedenti asilo provenienti da Italia e Grecia verso altri Stati membri dell'UE". Ed il 9 ottobre, infatti, anche dall'aeroporto di Ronchi, è "decollato" un primo gruppo di profughi nell'ottica di quello che viene chiamato ricollocamento. Europa che parla, che discute e realizza anche sondaggi. Sempre sul sito del Parlamento si legge che la disoccupazione e l'immigrazione sono le due più grandi sfide dell'UE, secondo l'ultimo sondaggio dell'Eurobarometro commissionato dal PE. Quasi due terzi dei cittadini pensano che le decisioni in materia d'immigrazione debbano essere prese a livello comunitario piuttosto che a livello nazionale, mentre otto su dieci hanno indicato che i richiedenti asilo dovrebbero essere "meglio distribuiti tra tutti gli Stati membri dell'UE". Tuttavia, le risposte variano notevolmente da paese a paese. Secondo questa indagine condotta in settembre, il 47% dei cittadini ha detto che l'immigrazione è la sfida maggiore per l'Unione europea - rispetto al 14% nel 2013. In media, il 66% dei cittadini UE crede che maggiori decisioni in materia d'immigrazione dovrebbero essere prese a livello europeo (79-81% in Olanda, Lussemburgo, Spagna, Germania e Cipro, e 40% in Estonia, Polonia e Slovacchia).Il 78% è d'accordo che i richiedenti asilo dovrebbero essere meglio distribuiti tra tutti gli Stati membri dell'UE: 92-97% a Malta, in Germania e Svezia, ma solo 31-33% in Slovacchia e Repubblica Ceca.
Parole, studi, analisi ed ancora parole. Ed intanto l'esercito umano di profughi marcia. E tutti i Paesi che attraversano per arrivare in Germania, come una litania che sembra mai avere fine, urlano che esplodono. Esplodono. E l'esercito di profughi marcia, e ci è scappato pure un morto in questa marcia, dicono per un proiettile caduto dal cielo. E forse non sarà neanche l'ultimo. Ora è il turno della Slovenia, a pochi passi dall'Italia. Italia che non proferisce verbo alcuno. Silenzio. Magari incrociando le dita perché l'Austria faccia il suo compito, e non respinga. Magari opera sotto silenzio, dopo aver dato prova della sua incapacità gestionale di questo fenomeno che ha cause note, guerre determinate da politiche occidentali. Il caso di Gorizia ha fatto scuola, in negativo. Europa fondata su meravigliosi principi umanitari, che nella pratica diventano solo parole, astrazione, quando qui urge l'azione concreta, e l'Italia è uno dei Paesi fondanti l'Europa. Dovrebbe avere voce in capitolo. Dovrebbe attivarsi per aiutare i vicini sloveni, e non solo. Invece, silenzio e dita incrociate. E la patata bollente viene scaricata alle capacità od incapacità dei singoli Paesi. E l'esercito di profughi marciava e continuerà a marciare e non vi sarà muro reale o virtuale che sia, che potrà tenere o contenere il diritto dell'essere umano ad una vita dignitosa. Perché questo è il sogno europeo per i migranti, i rifugiati che marciano, ed il sogno europeo ha sostituito quello americano, e l'Europa deve essere orgogliosa di ciò ed attivarsi tempestivamente affinché questo sogno possa divenire realtà.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

L'Italia continua ad essere maglia nera in Europa nel settore dell'istruzione, altro che buona scuola

I 22 paesi dell’UE membri dell’OCSE sono: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Il rapporto per il 2016 dell'OCSE   presentava, con riferimento all'Italia, un quadro deprimente. Tra gli obiettivi prioritari vi erano la necessità di invertire la tendenza negativa nel finanziamento dell’istruzione; di formare, motivare e rinnovare il corpo docente; di aumentare il numero degli studenti iscritti all’istruzione terziaria, in particolare ai programmi di ciclo breve a indirizzo professionalizzante per un accesso più facile al mondo del lavoro. Nell'arco temporale 2008/2014  la spesa per l’istruzione è diminuita significativamente. Nel 2013 la spesa totale (pubblica e privata) per l’istruzione è stata tra le più basse degli Stati presi in esame, ossia pari al4% del PIL rispet…