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Due anni e più di galera a chi propaganda immagini,contenuti propri del partito fascista/nazista



Il 2 ottobre 2015 da diversi parlamentari del PD è stata avanzata una proposta di legge che mira a introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Nel testo della motivazione che accompagna la proposta di Legge si evince che “ senza voler toccare, infatti, le normative speciali già vigenti in materia, ossia la legge 20 giugno 1952, n. 645 (cosiddetta legge Scelba), e il decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 (cosiddetta legge Mancino), l’obiettivo della proposta di legge è quello di delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che individualmente considerate sfuggono alle normative vigenti. La legge Scelba, ad esempio, colpisce a vario titolo le associazioni e i gruppi di persone volti a riorganizzare il disciolto partito fascista e in particolare la costituzione di un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque che persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolgendo la sua attività all’esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compiendo manifestazioni esteriori di carattere fascista. Tuttavia, sembrano sfuggire alle maglie di queste fattispecie di reato comportamenti talvolta più semplici o estemporanei, come ad esempio può essere il cosiddetto saluto romano che, non essendo volti necessariamente a costituire un’associazione o a perseguire le finalità antidemocratiche proprie del disciolto partito fascista, finiscono per non essere di per sé solo sanzionabili. Nonostante, infatti, vi siano numerose sentenze della Corte di cassazione (da ultimo la sentenza n. 37577 emessa dalla prima sezione penale il 12 settembre 2014) che hanno confermato che il saluto romano è un gesto perseguibile sulla base della legislazione vigente". Pertanto visti anche gli orientamenti non uniformi della diversa giurisprudenza, ai proponenti, pare necessario confermare l’opportunità di un intervento normativo che colpisca in maniera inequivoca l’espressione di un gesto così inequivocabilmente legato, ad esempio, alla retorica del passato regime fascista. Altrettanto grave e non derubricabile a un mero fatto di folklore, come spesso accade nella realtà, è tutta la complessa attività commerciale che ruota intorno alla vendita e al commercio di gadget o, ad esempio, a bottiglie di vino riproducenti immagini, simboli o slogan esplicitamente rievocativi dell’ideologia del regime fascista o nazifascista. "Sono ormai frequenti i fatti di cronaca che riportano la denuncia e lo sconcerto da parte di turisti in viaggio nel nostro Paese che si trovano di fronte a vetrine che pubblicamente espongono oggetti o immagini che si richiamano a tali ideologie. Da qui l’esigenza di prevedere una fattispecie aggiuntiva nel codice penale, all’interno dei delitti contro la personalità dello Stato, di cui al titolo I del libro secondo, che punisca chiunque propagandi le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiami pubblicamente la simbologia o la gestualità". Altrettanto importante è l’aggravante di pena derivante dall’aver commesso il fatto attraverso strumenti telematici o informatici: non c’è dubbio, infatti, che la propaganda di determinate condotte ha ormai trovato un terreno privilegiato attraverso le nuove tecnologie che consentono con pochi click di veicolare messaggi, immagini o simboli a una platea di destinatari certamente sconosciuta ai tempi in cui fu approvata la legge Scelba. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293, dunque, verrebbe aggiunto il seguente: « ART. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici ».  Una proposta di legge importante, che, visto quello che accade in Europa ed anche in Italia, penso, appunto a Gorizia diventata sua malgrado laboratorio per alcune istanze delle destre reazionarie, è da sostenere pienamente, anzi, le pene come previste andrebbero incrementate almeno a quattro/ cinque anni, affinché in galera ci possano andare realmente i fascisti e nazisti. E la cosa interessante è che tale proposta di Legge, se mai troverà approvazione, cosa auspicabile, è che ben potrà essere estesa anche ad alcune commemorazioni e celebrazioni che ancora oggi accadono nei confronti di personalità fasciste, presso monumenti fascisti, verso chi è stato un simbolo per il fascismo o vicino al fascismo ecc. Certo, si dirà che l'antifascismo non si delega. Ed infatti non è una delega, perché le Istituzioni repubblicane nascono anche grazie alla resistenza, alla nostra Costituzione scritta anche con il contributo dell'antifascismo, e si deve operare affinché le Istituzioni respingano e sappiano reprimere certe manifestazioni, idee, contenuti e propagande che contrastano apertamente con la nostra Costituzione e suo spirito antifascista.

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