Passa ai contenuti principali

Report del corteo antifascista del 19 settembre di Gorizia contro Casapound ( foto)

E' innegabile, è incontestabile che quanto fatto dall'Osservatorio Regionale Antifascista del FVG, è importante, e politicamente anche significativo, perché non fare passare sotto l'indifferenza l'inaugurazione della sede di Casapound, e ricordo che il loro capo ha detto che sono d'ispirazione fascista e ciò lo vedono come un dono, è un qualcosa di non scontato. Anche perché il tutto è stato organizzato in pochissimi giorni e di questo se ne deve tenere, nella sua complessità, assolutamente conto. Ma non scontato soprattutto dopo il 23 maggio 2015. Abbiamo riempito, in quel giorno, le strade di manifestanti, di antifascisti, antimilitaristi, di contenuti. Gorizia è diventata un simbolo, un simbolo politico regionale. Non è casa o proprietà privata e non è un luogo ove solo pochi "eletti" hanno il diritto di prendere la parola in materia di antifascismo od antirazzismo. Anzi, quanto fatto dall'Osservatorio doveva servire da lancio affinché a Gorizia si creasse una situazione stabile di movimento, e la manifestazione del 19 settembre, ha avuto anche questo scopo, con il dispiacere di più di qualcuno. 
250 antifascisti, tanti e tante da Gorizia, con determinazione hanno ricordato che Gorizia è una città che ha una storia antifascista importante, che rifiuta i fascismi siano essi di ieri che di oggi. Diversi sono stati i tentativi finalizzati a depotenziare questa manifestazione, ma sono falliti. Gli antifascisti hanno comunicato le loro istanze alla città, a partire dalla stazione centrale dei treni, lì ove vi è la targa che ricorda la storica battaglia di Gorizia, passando dal Parco della Rimembranza ove diversi sono stati gli interventi sulla questione profughi,rifugiati, richiedenti asilo denunciando il trattamento degradante che continuano a subire in città per colpa di una politica scellerata di non voluta accoglienza. Il movimento si è sempre occupato della questione profughi ed immigrazione, ognuno di noi, nel suo piccolo, quotidianamente e nelle forme e modalità che reputa più opportune lotta contro ogni tipo di discriminazione e per l'accoglienza e tali interventi erano un mero obbligo e non sono mancati. Sotto le note di Bella Ciao si è poi entrati in piazza del Municipio, una piazza semplicemente blindata dove diversi interventi, e letture anche di documenti e lettere di carattere sia storico che politico ed antifascista, hanno accompagnato buona parte del presidio. Purtroppo, in quella che sembrava essere una piazza blindata, ove vi era il concentramento antifascista, dei provocatori casapoundisti, di cui uno con dei guanti neri, sono riusciti, in modo semplicemente inaccettabile, ad entrare, una provocazione che ha portato ad una inevitabile risposta che ha visto come reazione manganellate ed il ferimento di tre compagni antifascisti e non solo. La situazione poteva degenerare ma il comportamento come globalmente assunto ha evitato il peggio, un peggio non imputabile certamente all'Osservatorio Regionale Antifascista.

Dunque, tirando le somme, una giornata positiva per l'antifascismo, una giornata che dopo il 23 maggio evidenzia la necessità di “edificare” a Gorizia uno spazio, un luogo che sia d'aggregazione sia fisica che ideale per tutti coloro che hanno soprattutto costruito il 23 maggio e questo 19 settembre, uno spazio di movimento ed in movimento per la Gorizia di questo nuovo secolo.


Marco Barone

foto:








Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

Per essere un Paese migliore si deve chiedere scusa,ed alcune date di Gorizia da non dimenticare

Quanto è difficile chiedere scusa, eppure chiedere scusa è il primo passo necessario non tanto per ricominciare, ma per avviare un percorso diverso, più onesto, più eticamente e moralmente corretto. Il Papa, ad esempio, qualche passo tenue nei confronti degli omosessuali lo sta facendo, Obama si è recato ad Hiroshima, gesto importante, ma non ha osato chiedere scusa per quel crimine immenso compiuto contro inermi civili. Tante barbarie nel corso della storia sono state compiute in nome e per conto dell'Italia. Dalla “piemontesizzazione del Sud”, ai massacri della prima guerra mondiale, al regime fascista, alle violenze e crimini compiuti nelle terre occupate, in Africa, Albania, Grecia, in Jugoslavia. Mai scusa si è chiesto per ciò. Eppure basterebbe poco, chiedere scusa per restituire dignità all'Italia, il cui nome è stato usurpato dalle peggiori nefandezze. Il problema è che quando pretendi ciò ti etichettano spesso come anti-italiano. A parer mio il peggior modo di essere…