Passa ai contenuti principali

Ma che fine ha fatto il famigerato decreto della Regione FVG d'emergenza per la questione profughi?



E' o non è emergenza? Se è emergenza, siamo a settembre, e l'annunciato, a luglio, famigerato decreto d'emergenza della Regione FVG che prevedeva l'intervento della protezione civile, per la questione profughi, è sparito, anzi, è mai stato realmente partorito? Il testo mai pervenuto. Cosa è successo? Problemi di natura politica? Chissà. Ciò, comunque, evidenzia che lo stato di emergenza in FVG è inesistente, ma solo, ad oggi, figlio di campagne mediatiche faziose, per non dire altro. Da Gorizia che pare scoppiare, ove si attua una sorta di sgombero dei profughi dal Parco della Rimembranza, con tutte le vicende ben note, che casualmente cadeva a pochi giorni dalla cerimonia della presa di Gorizia. Poi, tutto può, in un certo senso continuare come prima, polemiche e strumentalizzazioni politiche a parte, per, far riemergere la problematica in prossimità della nuova ricorrenza che verrà...
Strutture vuote ve ne sono, si potrebbero adottare una miriade di soluzioni, da quelle temporanee, come accade nei casi dell'emergenza terremoti, a quelle con convenzioni doverose con strutture alberghiere, con privati cittadini, con le strutture pubbliche ecc. Nel mentre si corre da una polemica che inquina la vita ordinaria di Gorizia e dove non si parla di altro, mentre la città continua a vivere i suoi problemi mai risolti, alla faccia dell'operazione distrazione verrebbe da dire, ma la campagna elettorale è già iniziata e sulla pelle di chi si trova qui solo di passaggio perché fugge da situazioni maledette.  A Trieste, invece, vi è il vedo ma non vedo, che prima o poi farà vedere i canonici sorci verdi dell'intolleranza, quando anche lì si deciderà di strumentalizzare il tutto per la campagna elettorale. E nel mentre, la questione accoglienza, rischia di diventare una problematica di carattere esclusivamente di ordine pubblico, di sicurezza, cosa che non deve assolutamente accadere.
Non vi è la volontà politica di affrontare una non emergenza. E se per caso, dovesse veramente arrivare l'emergenza, quella vera, quella difficile da gestire, già immagino quali soluzioni verranno proposte. 
Intanto, il Garante regionale per i diritti della persona si appella alla comunità regionale affinché venga messo in atto un ulteriore sforzo di solidarietà nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo e vengano trovate tempestive soluzioni di accoglienza dignitosa per chi è attualmente costretto a vivere in condizioni di grave precarietà, che mettono a repentaglio la sicurezza personale e, al contempo, contribuiscono a fomentare tensioni con le comunità locali. "Il Garante esprime forte preoccupazione e condanna verso manifestazioni di intolleranza indirizzate anche attraverso i social network a rappresentanti istituzionali e del mondo del volontariato che si sono spesi in questi mesi per garantire l'accoglienza dignitosa dei rifugiati. A tal riguardo ricorda come la libertà di manifestazione del pensiero non può spingersi sino a tutelare espressioni di intolleranza e odio razziale, ma nemmeno ingiurie o diffamazioni fondate sull'avversione verso gruppi razziali o religiosi, che costituiscono reati perseguibili penalmente o comunque molestie razziali vietate dalla normativa europea e nazionale".
L'Europa è in declino totale, prima o poi salta, questo è poco ma sicuro. Era il 2000 quando si sollevavano all'Europa problematiche che interessavano il FVG ed in particolar modo Gorizia e Trieste.Il Consiglio regionale del Friuli Venezia-Giulia aveva chiesto, addirittura, l'intervento dell'esercito per contrastare e gestire il fenomeno dell'immigrazione così detta clandestina. Era il 2000. Certo, la vicenda riguardava l'immigrazione così detta clandestina, ma la percezione del problema era identico a quello odierno, ove si parla di profughi e di persone che fuggono da guerre determinate dall'umanitario Occidente, anche se qualcuno cerca di fare di tutta l'erba un fascio, spesso razzista. Come rispondeva la mitica Europa nel 2000? Invitando, e ripeto, invitando,  il Consiglio e/o gli Stati membri a fare quanto segue: affrontare alla radice l'immigrazione illegale, soprattutto contrastando coloro che si dedicano alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento economico dei migranti; adottare norme che prevedano sanzioni severe contro tale grave reato; congiuntamente all'Europol, adoperarsi per individuare e smantellare le organizzazioni criminali coinvolte; garantire i diritti delle vittime di tali attività, con particolare attenzione ai problemi delle donne e dei minori; sviluppare l'assistenza ai paesi di origine e transito, al fine di aiutare le autorità di tali paesi a rafforzare la loro capacità di combattere efficacemente la tratta degli esseri umani e di adempiere i loro obblighi di riammissione nei confronti dell'Unione e degli Stati membri; promuovere una più stretta cooperazione e assistenza tecnica fra i servizi degli Stati membri preposti al controllo delle frontiere, per esempio mediante programmi di scambio e trasferimenti di tecnologia, in particolare alle frontiere marittime.  La Commissione, rendeva esplicitamente noto, che non aveva "nessun potere operativo o esecutivo in materia di immigrazione clandestina e non esistono ancora disposizioni comunitarie per un'equa suddivisione dei costi generati dai controlli alle frontiere esterne dell'Unione. In altri termini, allo stato attuale delle cose la Commissione non ha nessuna possibilità di assistere direttamente le regioni italiane più colpite dal fenomeno dell'immigrazione clandestina". Poi arriverà Dublino,  mentre l'Italia si armava dei noti, ahimè, CPT, prima, poi CIE. Una cosa è certa la non emergenza profughi, ha ben evidenziato l'inconsistenza della solidarietà, fratellanza all'interno dell'Unione Europa. Purtroppo la realtà è stata più crudele di ogni utopia, di ogni illusione. Il sogno europeo è diventato un vero incubo, che ognuno faccia da solo, che collabori con accordi bilaterali o plurilaterali, in armonia con i principi fondanti la nostra storia della resistenza, per andare oltre e pensare ad una nuova soggettività. Questa Europa, d'altronde, mica è stata prescritta da qualche medico, o no?

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…