Passa ai contenuti principali

Il caso della "salvezza"della Prefettura di Gorizia, ma quando finisce il processo migratorio?



Correva il mese di maggio 2015, e sembrava che la Prefettura di Gorizia fosse "salva". Poi, no, non è più salva, è a rischio chiusura. Ma come? O non è mai stata salva, dunque è stato comunicata cosa non vera, oppure qualcosa non torna, mentre molto tornerebbe politicamente. Adesso giunge con viva enfasi mediatica un nuovo comunicato, che annuncia un testo noto a pochi, che prevede la chiusura di diverse Prefetture, e Gorizia, ancora una volta, pare essere salva. 
Pordenone invece salterebbe.  E forse salterà anche qualche testa politica.
Salvezza, quella di Gorizia, che sembra dipendere dalla sua peculiarità, quale? Forse essere zona di confine, ma non è detto che sia solo questa, pare di capire dalle notizie che circolano che tale salvezza dipenda in particolar modo dai flussi migratori e famigerate rotte balcaniche, che al momento, a dire il vero, neanche sfiorano, se non in modo irrisorio, il goriziano. Paradossalmente è proprio la questione della immigrazione, quella che ha reso la città, per alcune scelte politiche scellerate, il simbolo di determinate situazioni a dir poco disgustose per il rispetto dei diritti umani, e di ogni buon senso, la causa della salvezza della Prefettura. E cosa diranno ora i destri? Non diranno nulla. Silenzio. Ma quando il processo migratorio, che oggi conosciamo, giungerà alla sua naturale fine, perché giungerà a fine, la Prefettura di Gorizia dovrà attendere un terzo provvedimento per la sua salvezza? Certo,  Gorizia è la città delle redenzioni, di cui si è perso il conto ed anche il senso, però quando finirà questo giochino?

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Se la tutela del decoro diventa questione di sicurezza urbana e rischia di criminalizzare il disagio sociale. Breve analisi del testo normativo

E' in fase di conversione in legge il decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,  recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. Un testo che ha introdotto il famigerato " DASPO Urbano" un testo che tende a ricondurre il concetto di decoro, che non è tipizzato e di cui non esiste una mera definizione giuridica e sostanziale omogenea e consolidata, sotto la voce di sicurezza urbana nel momento in cui si afferma che  " ai fini del presente decreto, si intende per sicurezza urbana il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città". Dunque il decoro della città diviene una questione legalitaria di sicurezza urbana, ergo di ordine pubblico. Ma contro chi si scaglierà questo dettato normativo? Mi soffermerò ora su alcuni elementi di questo decreto in fase di conversione. L'articolo 9 afferma che "Fatto salvo quanto previsto dalla vigente normativa a tutela delle aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviar…

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

Se a Venezia si può fare l'elemosina e dormire sulle panchine, a Trieste nel nome del decoro no se pol

Trieste e Venezia, concorrenti forse da sempre, due amanti che si corteggiano, ma si respingono a vicenda, quando nella società odierna l'unica soluzione possibile sarebbe collaborazione. Venezia non necessita di presentazione alcuna, è una cartolina meravigliosa, invasa da milioni di turisti. A Venezia ci sono regole rigide da rispettare per preservare l'intero ambiente e continue battaglie per salvare la laguna contro ogni tipo di inquinamento. Ma una cosa che colpisce è che per i tanti vicoli del centro è facilissimo incontrare diversi mendicanti, e per il centro, su qualche panchina, vedere qualche vagabondo, riposare, dormire e vivere i suoi sogni in santa pace.  


Nulla di strano, perchè vagabondi e mendicanti son sempre esistiti, son sempre sopravvissuti e sempre esisteranno e sempre sopravviveranno. Ed i turisti non sembrano proprio per niente essere infastiditi. Anzi, forse neanche ci fanno caso. Perchè la bellezza di Venezia cala un sipario che rende queste persone a…