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Alcuni perché il 19 settembre si scende in piazza a Gorizia contro Casapound

“Siamo di ispirazione fascista ma non ci dà fastidio, lo vediamo come un dono”. Queste sono le parole come espresse dal capo dei casapoundisti recentemente in merito ai noti fatti di Milano e che il 19 settembre verrà, nuovamente, a Gorizia.  La Cassazione Penale nel 2014, in merito ad un fatto che vedeva coinvolti proprio dei casapoundisti, saluto romano in occasione del “ ricordo dei martiri delle foibe “ ha affermato dei principi che devono essere ricordati. “Nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall'entrata in vigore della Costituzione renda scarsamente attuale il rischio di ricostituzione di organismi politico-ideologici aventi comune patrimonio ideale con il disciolto partito fascista o altre formazioni politiche analoghe. L'esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non risulta, infatti, erosa dal decorso del tempo e frequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibili rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose”. Continua, la Cassazione, “In tal senso, non è privo di significato che anche la recente Carta di Nizza (Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, del 7 dicembre 2000) abbia riaffermato agli articoli 21 e 22, con particolare forza, il divieto di discriminazione e il rispetto della diversità culturale, religiosa e linguistica tra i valori fondanti delle tradizioni costituzionali dell'Unione. Da ciò deriva che le limitazioni, previste anche dall'art. 10 comma 2 della Convenzione Europea, alla libertà di espressione ben possono trovare fondamento nella necessità di assicurare la diffusione di ideali contrari a detti valori fondanti, nella loro dimensione storica ed effettuale. Il fatto che gli altri partecipanti alla manifestazione condividessero - come prospettato - l'ideologia fascista ed il ricorso agli atti simbolici nulla toglie alla pericolosità concreta della condotta, anzi ne rappresenta una conferma, trattandosi di comportamento idoneo a rafforzare una volontà di riorganizzazione tra più soggetti, nè rileva il mancato compimento - durante la manifestazione - di atti di violenza che avrebbero dato luogo ad incriminazioni diverse ed ulteriori”. Gorizia ha subito più di altre località gli effetti nefasti del cancro fascista.Un cancro che ha portato allo smembramento della città, ad una guerra che ha comportato, guardando solo i residenti o domiciliati nella città di Gorizia, ben  1918 vittime. Un cancro che ha ucciso il carattere multiculturale, il pluralismo sociale, vitale di Gorizia, che ha diviso per decenni italiani e sloveni, con l'effetto di favorire e determinare un processo di violenza inaudita, senza precedenti nell'Europa Occidentale, contro gli sloveni. Nessuna opera pubblica, attività di bonifica, può legittimare o giustificare il fascismo. Non esiste un fascismo buono ed uno cattivo, anche perché il fantomatico fascismo buono è funzionale a quello cattivo. Ed anche quando nel fascismo si costruiva, basta pensare al caso della Conciliazione di Roma, per la cui costruzione sono state sfollate centinaia di famiglie e mandate a vivere in case di pessima qualità nella prima periferia romana, senza dimenticare tutte le difficoltà che hanno dovuto vivere, a partire dall'incremento della distanza dal proprio luogo di lavoro, procurava danni. E' semplicemente inaccettabile che a Gorizia possa trovare spazio una realtà come Casapound, una realtà d'ispirazione fascista e che ciò lo vede come un dono. Queste, d'altronde sono le parole del loro capo.
Il Presidente nazionale dell'ANPI ha inequivocabilmente detto, a proposito di Casapound e compagna varia, che l’Italia, che si è liberata 70 anni fa dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca, è e deve essere un Paese democratico e antifascista, non lasciando alcuno spazio a chi sogna impossibili ritorni o propugna forme nuove di autoritarismo. Bene e come Osservatorio Regionale Antifascista, dopo l'importante manifestazione del 23 maggio, questo 19 settembre, dalle 16 in poi si manifesterà in città, contro ogni ispirazione fascista, contro ogni ideologia fascista, per una società senza più guerre, confini e, appunto, fascismi vecchi o nuovi. E sono certo che, come accaduto per il 23 maggio, anche questa volta saranno tanti i goriziani a condividere questi contenuti, in una Gorizia che non ha dimenticato il suo passato ed il contributo dato nella e per la resistenza, ed il fatto che l'inaugurazione di quello spazio di via Mazzini, cada in una delle giornate in cui ebbe corso la storica “battaglia di Gorizia” ciò è un vero insulto per i valori dell'antifascismo e per chi ha lottato, al prezzo della propria vita, sia italiano che sloveno, contro il nazifascismo. Ecco, queste sono solo alcune delle ragioni per le quali si scende in piazza, ma i motivi non sono e non saranno solo questi, penso, per esempio, alla problematica, enorme, della non accoglienza dei profughi in città, dove se è vero che da un lato esistono delle importanti realtà associative che cercano, giorno dopo giorno di sanare un problema determinato da politiche indegne per un Paese quale l'Italia, che si vanta di essere potenza economica mondiale, potenza democratica, e così via discorrendo nel fiume della retorica, dall'altro è innegabile che tossine razziste invadono sempre di più i nostri luoghi e spazi vitali, rendendoli marci.Ecco, anche contro questo marciume, contro chi vorrebbe prima gli italiani e poi il resto,anzi forse neanche il resto, contro queste divisioni umane, e pericolose per una società civile e rispettosa dei diritti umani, il 19 settembre, si scenderà in piazza.

Marco Barone

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